
Laura Cantelmo è nata a da decenni vive a Milano, dove ha insegnato Lingua e letteratura inglese al Liceo Scientifico. Ha pubblicato le raccolte poetiche Un luogo di presenze , Joker, 2005, e Geometrie scalene, Marco Saya, 2016. Interessata alla letteratura dell’area anglofona e a grandi poeti, come Ezra Pound (Invito alla lettura di Ezra Pound, Mursia 1978) e Marianne Moore (nel volume collettaneo Con la tua voce, La vita felice, 2010), ha pubblicato, anche in traduzione inglese, saggi e poesie in antologie e riviste (“Poesia”, “Il Monte Analogo”, “La Mosca di Milano”, “InOltre”, “Lo spazio umano” e “Traduzione tradizione”). Da anni svolge attività all’interno della Associazione Culturale Milanocosa, presieduta da Adam Vaccaro, con il quale, insieme a Luigi Cannillo, recensisce, sul sito dell’Associazione stessa, testi inediti di poeti contemporanei per la rubrica Anticipazioni, partecipando anche a eventi sperimentali basati su intrecci tra musica, arti visive, teatro e poesia.
Amici di ventura
Da tempo vi accolgo, lembi di vita
cari al mio cuore, fratelli e sorelle
amici di scrittura, di ventura, in riunioni
discussioni senza requie, cultori di metafore
e pranzi e cene dove in mutua solitudine
le mute emozioni rinsaldano i nessi
di questioni profonde per noi, strenui
sognatori del futuro.
Milano deserta ora ci guarda, prestigiatori
nell’oceano che circonda la parola
declinata come destino, nel paradosso
di passioni telematiche per l’odissea nuova
della nuova salvifica cultura
per questo mondo infermo
in questo inferno di pestilenze oscure.
*
Il nemico
Sta sul sentiero, il nemico, il vuoto sulla terra.
Sfioriscono le viole del pensiero, il re è fuggito
senza corona, dicono le sirene.
Ghiacciano il cuore le serrande mute.
Sopra carri di guerra salme infagottate
tutte uguali. Tra urne e canali, la brezza
disperde le spoglie.
Senza sguardo ghigna il nemico sulla nostra
immortalità presunta, sull’onnipotenza.
Inconsapevole il vento canta nel tempo martellato
dalle ambulanze, leggera piuma nella sera
ignara dei mortali. E l’ombra che pensavamo
vinta è alle calcagna.
Zampetta a cercar pane il merlo compagno,
lo nutriamo come anima nostra quando
per poco usciamo al sole dalle tane.
Gira al punto di non ritorno la ruota,
si ferma, gira, si torce, strappa
le membra e i cuori a noi che non sappiamo.
*
La luna e il lago
Occupando l’intero orizzonte la luna
affondava sul Lago Titicaca. Dietro la luna
l‘ombra.
Un’altra luce scivolava sul tondo
della terra e invisibile viveva un altro mondo
là dove il paradiso non fa paura.
Da secoli e millenni la natura sfida
la nostra minima essenza di fronte
all’ineffabile sogno di una terra futura.
Sull’acqua giaceva la saggezza immersa
nelle profonde radici di un mondo folle.
La cercavamo estatici davanti all’immensa
luna, vibranti farfalle sulle ferite della Storia.
*
Nella poesia di Laura Cantelmo si respira immediatamente l’ascendenza anglofona, l’eco di poetesse luminose e lancinanti come Plath, Gluck, Oliver. L’identità poetica si muove in un ambiente naturale fatto di oggetti e presenze quotidiane; contestualmente i pensieri e le idee diventano l’oggettivazione del proprio mondo esistenziale. Il pavimento è comune fatto di ferite private e fallimenti collettivi, su questo muove i passi il corpo poetico sonnambulo spaurito e temerario. E’ in ricerca permanente di una voce nella quale riconoscersi dentro un destino congiunto, sperimentando attivamente che intorno ai letti doloranti della nostra umanità il balsamo della parola poetica è la cura in fondo più affidabile; che le tavole della lotta comune sono imbandite di sogni.
(Pasquale Vitagliano)

Grazie della bella nota critica, che coglie principalmente la componente del sogno e della ricerca di una sponda al dolore e alle fratture della vita, “della voce ..dentro un destino congiunto” Sono davvero onorata della attenzione verso la mia poesia e mi congratulo con Pasquale Vitagliano, che ha letto i versi con mente acuta e cuore vibrante. Grazie