Il 22 marzo il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi ha parlato in Parlamento dopo il discorso in videocollegamento di Volodymyr Zelensky: armi all’Ucraina e aumento delle spese militari, Ucraina nella UE, rafforzare la politica di sicurezza e di difesa dell’Ue e della Nato. Non è escluso l’invio sul fronte sud-est europeo di militari italiani. Si parla di 250-500 soldati in Bulgaria per rafforzare l’azione di deterrenza della Nato. Chiuso l’accordo, invece, per l’invio di 250 uomini in Ungheria. Malumori in Parlamento e nello stesso Governo. Ma cosa pensano gli italiani? L’unanimismo a favore dell’invio di armi dei media rispecchia quello che pensano gli italiani? O non sarà come nel 1914, quando la stragrande maggioranza delle forze politiche era contraria alla guerra e gli interventisti erano una esigua minoranza, ma urlavano di più? E l’Italia entrò in guerra per un colpo di mano di re, primo ministro e ministro degli esteri, mentre Parlamento e italiani erano non solo contrari, ma all’oscuro di tutto?
Sondaggi, armi all’Ucraina dall’Italia? Il 55% è contrario. E il 62% boccia l’ipotesi di entrata in guerra della Nato contro la Russia
Le rilevazioni di Emg e Demopolis: ‘83% considera sbagliata la richiesta di no fly zone perché determinerebbe un’escalaton, che potrebbe portare alla terza guerra mondiale. Il rischio di un nuovo conflitto globale viene considerato dal 58% degli intervistati. Per il 60% l’azione del governo Draghi per il contenimento dei costi delle bollette e della benzina è insufficiente.
La maggioranza degli italiani non è favorevole all’invio di armi all’Ucraina da parte del nostro Paese. A sostenerlo è l’ultimo sondaggio di Emg per Agorà, in onda su Raitre. Secondo la rilevazione il 55% degli intervistati è contrario all’invio di armi a Kiev, deciso dal nostro Parlamento nelle scorse settimane. Solo il 33%, e dunque uno su tre, è favorevole, mentre il 12% non risponde. Una maggioranza più ampia si registra tra i contrari all’entrata in guerra della Nato a favore dell’Ucraina: il 62% si espone contro questa ipotesi, come d’altra parte prevede la nostra carta costituzionale. Il 23%, e dunque quasi un italiano su quattro, è favorevole invece a schierare le truppe occidentali contro quelle russe.
Più controversa invece la questione della no fly zone sui cieli dell’Ucraina, chiesta a più riprese da Zelensky: secondo l’istituto di Fabrizio Masia la questione non è particolarmente chiara agli intervistati. Solo il 34%, infatti, è contrario a istituire il divieto di sorvolo sui cieli ucraini, mentre il 28% è favorevole. Il problema dell’istituzione della no fly zone è che poi bisogna farla rispettare: e dunque significherebbe schierare missili per abbattere gli aerei russi. Qualcosa di molto simile a una dichiarazione di guerra. (da qui)
