Si avvicina sempre più la verità, che per me è il momento soprannaturale della sua entrata in chiesa, la rivelazione inaspettata di un progetto, la Tua volontà di salvarmi ad ogni costo, nonostante i miei limiti, le pesantezze esasperanti. Bisogna ricordare, tornare al momento decisivo, in cui l’impressione era quella di un futuro che riappare all’improvviso, una speranza, un filo d’oro che credevi perso, e che ora riprendevi nella mano allungata a raccogliere il biglietto, neanche fosse un tagliando per il cielo. Che poi era questo, perché mi riportava al rapporto con don Mario, smarrito in quella gelida mattina di dicembre, quando ti vidi steso sul tavolo del Grassi, avvolto nel lenzuolo, e ricordavo le volte che avevo chiesto a Dio di morire insieme a te, e forse ero morto davvero, quel mattino, fin quando non sei entrata col respiro strozzato nella gola e mi hai allungato il biglietto scritto da lui, avvolto nel lenzuolo bianco come un beduino del deserto, un biglietto arrivato fino a me, e solo allora il mio povero cuore ha cominciato a battere di nuovo.
E quindi sì, è tutta una questione di memoria: tornare a quel momento, esattamente come quando tornavo alle corse con don Mario, alle avventure con poveri spacciati, con gente perduta e ritrovata, alle cene, ai pranzi, alla bellezza che non riusciva a estinguersi, ma era solo interrotta da un ictus, da un’emorragia, un attentato incendiario in cui tutto sembrava finito e invece tutto cominciava di nuovo, come sempre.


Il cuore ricomincia a battere quando è risvegliato dall’amore, che è l’unica cosa che attraversa tempo e spazio, l’unica che -come l’energia- si trasforma ma non si distrugge.
BISOGNA RICORDARE …
In queste DUE PAROLE si sente UN CUORE CHE SQUASSA IN PETTO ?