
Da qui si vede tutto, cioè il Santuario. Ognuno ci trova quel che cerca, compresa la sensazione scaramantica d’essersi messi a posto con Dio. Mi chiedo perché la fede sia di rado un fatto del cuore: abbiamo bisogno di bellezza, e la religione, come da etimologia, mette insieme le bellezze del mondo esterno e interno. I cani lo capiscono, scodinzolando di fronte all’ingresso: sembrano contenti di seguire il padrone in questo incontro all’ombra, perché fuori ci sono trenta gradi. Gli animali vanno all’essenziale: don Mario mi diceva di imparare dai gatti che mangiavano la pasta, anche se ieri mi hanno detto che la pasta gli fa male, ma loro sembravano contenti. Siamo certi di sapere dove abiti la felicità, ma staziona sempre in altri luoghi, in altri tempi. Difficile trovare qualcuno che alla domanda: sei felice? risponda di sì. Personalmente, sono stato felice trovandomi in sintonia con Dio, parlandoci senza pronunciare una parola, perché con Lui il dialogo è così. Ora la suora canta: in ogni messa, a ogni ora del giorno, è sempre lì, come i cani che scodinzolano, contenta di stare all’ombra di Dio, di cantare per Lui, che in paradiso ha fior di orchestre e fior di musicisti, ma si accontenta di lei, perché apprezza le piccole cose di ogni giorno. Guai, però, a perdersi la bellezza che fa sgorgare come una sorgente, come disse il Cristo al pozzo di Sicar alla donna dei cinque mariti, e quello che aveva adesso non lo era. Gesù parte da lì, dalle cisterne screpolate dei nostri fallimenti, amando pure quelle, perché sa che senza amore una zucca non potrà mai trasformarsi in carrozza principesca. Una bambina saltella intorno ai cani: possibile che solo loro sappiano come essere felici? Ho l’impressione che le persone che arrivano mi tolgano qualcosa, rompano l’incantesimo di uno sguardo sereno verso il mondo. Poi ricordo che anch’io giro intorno a Gesù come un cane che scodinzola, in cerca di un po’ d’ombra. Spero che abbia pietà del mio avanzare con la lingua di fuori, del mio cercare vicino, troppo vicino, così lontano dall’eternità.

La ricerca della felicità, a volte, mi fa venire in mente i versi di Dino Campana:
“E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera”
La felicità, infatti, può facilmente trasformarsi in illusione, nonostante ciò il suo desiderio continua ad ardere, e a donare speranza.
Mentre leggevo questa pagina di diario e la “gioia” che trapela nelle parole, scodinzolare, … sorgente,… pozzo di Sicar … bambina che saltella, … mi veniva in mente una piccola esperienza vissuta in un angolo di questo mondo tondo, in cima ad un paese più bello del mondo, ….
Avevo un auditorium adulto abbastanza corposo, tra cui anche bambini.
… Come mia consuetudine invoco l’aiuto dello Spirito Santo, e considerando il numero delle persone, per farmi sentire, ho dovuto vincere la mia timidezza dinanzi ad un piccolo microfono.
Gli incontri si tenevano in una piccola piazzetta con in centro una fontana priva di acqua. In una delle 15 sere trascorse insieme, ho chiesto qual era il motivo che li spingeva a partecipare agli incontri “che si tenevano all’aperto”, al freddo e sotto la pioggerellina. Dopo un attimo di silenzio, si alza una bambina di 8 anni e dice: «VENIAMO PER RIEMPIRE DI ACQUA LA BROCCA!» Ho risposto: “IO NON VEDO NESSUNA BROCCA TRA LE TUE MANI, E NON VEDO NEANCHE L’ACQUA”! La sua risposta, mi lasciò “senza parole”.
Sottolineando tutto quello che avevo detto nelle sere precedenti disse: “La brocca siamo noi, la brocca è il nostro cuore, e la sorgente da cui noi attingiamo l’acqua, È GESÙ, LA SUA PAROLA che leggiamo e che condividiamo. L’acqua è buona! Noi ogni giorno veniamo a riempire la brocca. Le CHIESI: «MA A TE PIACE L’ACQUA CHE TI DA GESÙ?» mi RISPOSE con un sorriso e due occhi pieni di luce: «IO VOGLIO TANTO BENE A GESÙ, E LO PREGO TUTTE LE SERE …»
Rimasi senza parole.
DI TUTTE LE PERSONE PRESENTI, SOLO UNA BAMBINA HA AVUTO IL CORAGGIO DI ALZARSI E PRENDERE LA PAROLA.
Non ha caso Gesù dice : … se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. … E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. (Mt 18,3-5)
Tutte le sere, era la prima ad arrivare. Tra me e lei sin dal primo momento, in cui ci siamo incontrati è stato amore a prima vista. …