C’è qualcuno che gira qui intorno, con la valigia a rotelle, si siede su un banco della chiesa, si alza, attraversa la piazza del santuario antico e poi sparisce nel nulla. Inutile chiedergli, chiedersi perché. La valigia è la nostra, c’è il passato, il presente, il futuro. Tutti noi ce la portiamo appresso, lasciandola stridere sui sampietrini, posandola accanto al banco della chiesa, trascinandola fuori fingendo indifferenza, come se la nostra esistenza non riguardasse nessuno, neanche noi. Il bambino dialoga col padre, chiedendo e pretendendo: sta cercando d’infilare qualcosa nella valigia che si trascinerà crescendo, lasciandola stridere sui sampietrini, cercando di mettere insieme il suo passato, il suo presente, il suo futuro. Anche tu, lettore, anche tu, lettrice, hai accanto a te, dentro di te, un bagaglio che giri e rigiri nelle mani, chiedendo e pretendendo, perché siamo impazienti, ci sembra di avere la soluzione bell’e pronta e poi, zac, ecco che svaniamo insieme alla valigia, ricominciamo per trovare le radici, per lasciare che sia un altro a riempire il bagaglio misterioso, uno che ne sa, che ci segue nei nostri labirinti, che ci guarda negli occhi se posiamo la valigia accanto al banco, che ci legge dentro il cuore, che ci dice chi siamo, dove andiamo, mette insieme in un modo incomprensibile e invisibile passato presente, futuro e trasforma il nostro chiedere e pretendere di bambini capricciosi. Fino al prossimo giro.

che ci segue nei nostri labirinti, che ci guarda negli occhi…che ci legge dentro il cuore
È il desiderio di molti, se non tutti, essere amati così profondamente e concretamente. Un sogno che, nella fede, si fa realtà.