
Si aggira intorno all’ingresso del santuario come una tigre intorno alla preda: come dev’essere chiedere sempre? È una psicologia particolare? Si vede tutto sotto questo aspetto? Riguardo a loro, è inevitabile che qualcosa si perda, sia rubato, sottratto; perfino il nome ha un destino di rapina, perché non si sa mai come chiamarli: nomadi, zingari, rom? Neanche la pignoleria del politically correct ha potuto battezzarli. Ma è altrettanto inevitabile chiedersi se non siamo coinvolti anche noi in questo eterno nomadismo, nella loro romità, nell’essenza zingaresca del pellegrino sul pianeta terra, sempre in cerca di qualcosa, questuante, invadente, importuno, esposto a rimproveri e minacce, senza fissa dimora, con quell’aria supplichevole, colpevole e furba che è quasi una seconda pelle. La facciata del santuario è scrostata; se potesse, chiederebbe anche lei: verniciami, restaurami, abbi cura di me. Anche il libro che ho davanti chiede d’esser letto, la sedia di essere usata senza urti e spintoni, la signora che esce dalla messa di venire salutata, questi tre che arrivano ora d’essere accolti per la benedizione della macchina; io stesso chiedo d’essere ascoltato da me stesso, di ritornare al centro, dell’anima, del cuore, dove c’è qualcuno, uno solo, che non chiede, che dà, al nomade, alla sedia, alla facciata del santuario, l’unico capace di prendersi cura e restaurare, l’unico a cui rivolgersi per ottenere una fissa dimora, un obolo salvifico, una benedizione che tocchi quella corda, proprio quella, che duole, che preoccupa, quella paura d’essere che ci prende alla gola e chiede, reclama, supplica, fino a essere importuna, invadente, soggetta a rimproveri e minacce, oppressa dal senso di colpa per il fatto di stare, semplicemente, qui. Attingendo al Donatore, il rom che siamo tutti noi, nessuno escluso, può fermarsi, sorridere, e smettere di chiedere almeno una volta, nella vita.

Se fossimo veramente consapevoli di essere, nell’essenza, pellegrini e questuanti, quanta umiltà guadagneremmo! E l’umiltà, si sa, è il fondamento di ogni virtù…