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Non più note stirate, pesanti accordature, è una musica che fluisce cristallina, come lo spirito – mi dirai, cos’è lo spirito? le note corrono come allegria inattesa, come quando mi dicesti del sogno di don Mario, e io che pregavo così tanto, ecco cos’è lo spirito, nella cappella dell’adorazione è pieno di oranti, di orazioni, di orecchie che ascoltano – cos’è che ascoltano? dirai, lo spirito, le note che ora s’interrompono, manca poco alla messa, persone parlottano qui dietro, arrivano messaggi dalla chat sulla salute fisica di mamma, pericoli, paure, e poi speranze, come quella di Peguy, la sorella più piccola che trascina le grandi, l’ho sempre vista così, anche ora che l’organo non suona, che il piccione non irrompe nella cappella dei francesi, ricordi? ricordi? eppure ancora appari, nei sogni degli amici, in questa estate più calda di tutte, ora che il mondo può finire, ma certo non stasera che vado dal poeta, girato altrove rispetto alla gente nella piazza, zotica, vil, cui nomi strani, e spesso argomento di riso e di trastullo son dottrina e saper, per questo il mondo non potrà finire stasera a Recanati, perché ancora una volta ci incontriamo, dietro la siepe da cui ancora intravedi l’infinito pur non credendo, con quella poesia che piace a Dio, – chi è Dio? mi dirai, nella cappella dei francesi entrano, escono, solo io sono fermo in ginocchio, con l’organo che ha smesso di suonare perché c’è la messa, e io, dietro queste suore, dietro il ragazzo con la maglietta blu, dietro le grate, dietro il tempo e lo spazio degli umani, anch’io intravedo l’infinito, vedo Te che non smetti di guardarmi, di pensarmi, anche ora che la musica è finita, che il poeta mi aspetta, a undici chilometri da qui, con le spalle al popolo ignorante, che si chiede, a volte, chissà dove ho sbagliato, chissà perché non l’abbiamo mai capita, la poesia – cos’è la poesia? mi dirai, è quasi come Dio, il quale non va a capo, però, Lui che mi guarda, proprio lì, oltre la siepe, oltre il poeta che crede, che crede in qualcosa, ma non sa cos’è.

Un pensiero su “Continua a leggere. 61

  1. S&R

    Un dialogo serrato con chi sembra non ci sia più e invece è lì, più presente del reale, dietro la cortina del tempo che scorre nei dettagli della vita.
    Ancora poesia in prosa, bellissima.

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