Poesia italiana del XXI secolo

Fabiano Alborghetti è nato nel 1970. Ha scritto di critica, fondato riviste, creato programmi radio, progetti in carceri, scuole e ospedali ed è promotore culturale. Collabora inoltre come consulente editoriale per case editrici e riviste sia in Svizzera che all’estero. È nella commissione di programmazione di diversi festival ed è presidente della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana. Nelle vesti di autore, rappresenta la lingua italiana e la Svizzera nel mondo su mandati ufficiali e traduzioni di sue poesie sono apparse in volume, riviste o antologie in più di 10 lingue. Ha pubblicato 6 raccolte di poesia tra le quali Maiser (Premio Svizzero di Letteratura 2018) poi prodotto integralmente come radiodramma dalla RSI Radiotelevisione della Svizzera Italiana. Dal 2017 è al lavoro per un romanzo in versi basato sulla comunità Walser (Borsa letteraria UBS Cultura e Borsa di creazione della Fondazione Landis & Gyr). Corpuscoli di Krase è la sua ultima raccolta, pubblicata per i tipi di Gabriele Capelli Editore (Mendrisio, Svizzera) nel 2022. http://www.fabianoalborghetti.ch.

anni 12, contadina

Dopo scuola i lavori

che faceva la mamma, il letame il bucato

la spesa al mercato o scendere al campo

 

se è fienagione.

A spaccare la legna ci pensa suo padre

ma a portarla di dentro s’è fatta le braccia

il padre occupato in altri mestieri

un cappello sul capo che salva dal sole

che asciuga il sudore, la sacra materia.

 

Di tutti i lavori il porcile il peggiore

l’odore del porco, la merda di porco

è certamente natura ma la natura più empia

 

la più inospitale. Versare gli scarti

nel truogolo lercio, ascoltare il grugnito

e accorto è lo sguardo:

 

squadrare le carni, pesarne la resa

è questa la terra

ripete Teresa.

 

Il conto del peso, chi vive e chi no.

Da Corpuscoli di Krause, Gabriele Capelli Editore, 2022.

*

Gridano, non è vero? Ti assediano
nonostante il buio di un cassetto
dove hai riposto voci, visi, le storie consumate

ma irrisolte. Sono immagini del mondo:
quelle atroci ed involute, quelle nere
che fumano di cenere e di corpi

di vuoti impronunciabili. Talvolta
le disponi con un ordine
che assomiglia a una deriva

e non sai, non trovi un senso
e pesano negli occhi, lo so.
Le riponi e ritornano.

Ne ritagli altre dai giornali, altre storie
altre vite. Altre assenze
o geografie, altre grida farsi roche

e talvolta son le tue, dando voce a chi non c’è.

Dalla suite Legni, Colombe.

*

No, non saremo solo corpi crivellati dall’assenza
ma un ventaglio di miracoli.
Senti quanto ti dura il mondo, dentro.
Dimmi:
da dove cominciamo?

Dalla suite L’occhio di Plimsoll.

Dopo l’ulteriore successo del romanzo in versi Maiser nel 2017 (Premio  Svizzero di Letteratura 2018), Alborghetti pubblica nel 2022 Corpuscoli di Krause, una raccolta sintetica e frammentaria dove l’autore per la prima volta mescola critica sociale alla dimensione personale. Nei sei capitoli del volume si dispiegano metriche diverse, che trasportano il lettore in altrettanti mondi. Si attraversa la multiforme personalità di uno Spartaco ribelle di (e in) diverse epoche come metafora dell’uomo comune; c’è la critica verso la società che tutto consuma e spettacolarizza; troviamo versi in cui l’autore si misura con la propria intimità e il proprio vissuto ma anche la fisica quantisitica (una sezione approvata dal fisico Carlo Rovelli). Un filo rosso unisce il libro: il tema della paura e dell’incertezza, scomposto e ricomposto con delicatezza.

Quando la lirica si fa narrativa, immagine, suono, racconto, rappresentazione sublimata e al tempo stesso concreta ed evocativa del reale: questo e molto altro è la nuova raccolta di Alborghetti, che mantiene una straordinaria coerenza spirituale con la produzione precedente modificando radicalmente la forma, dedicandosi a una brevitas che si fa parcellizzazione del reale, che penetra in ogni suo meandro andando a riscoprirne l’essenza e a dare voce all’inconnu.

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