a cura di Alberto Fraccacreta
Andrea Milano, Paesaggio con figura verticale, Transeuropa
Il mio augure
A Eddy, Amelio filosofo solitario
Ascoltavamo il verso degli uccelli.
Per me il verso degli uccelli
era sempre stato un senso di colpa.
Il mio augure li distingueva.
Sotto questo manto di neve
riesumeremo nuovi corpi?
Sorprendersi resuscitare – mi dicevo.
“Il verso degli uccelli” – lui diceva –
“è una chiamata al bello”.
Insegnami mio augure a distinguere
il senso di colpa e la bellezza.
E le mie mani, che non ho mai usato
per ammazzare, le userò un giorno
le userò per rubare. Ruberò
i petali ai ciliegi ancora in fiore
li ruberò per ridarmi vita,
per ridarmi vigore.
*
Da questa terra di chiesa m’investe
Da questa terra di chiesa m’investe
l’ombra di un campanile selvaggio,
la sua croce che sfida il celeste.
Non ha compassione, l’Adriatico nero:
lamiera che non trasfigura in abisso
e non si attraversa in cammino.
*
Montefeltro
Messenger
As I did stand my watch upon the hill
I looked toward Birnam and anon methought
The wood began to move.
Shakespeare, Macbeth, V. 5
Montefeltro: un feretro di foglie.
La collina infiammata di tinte primarie
avanza, cresce, rigonfia e procede
mandando all’assalto i pini e i cipressi.
La struttura del mondo si sfalda
e non sarà il mare a salvarmi;
l’odore di salsedine che arriva,
quest’allucinazione improvvisa
è il contrappunto che affina la rovina.
So che si celano nel fogliame
scoiattoli e daini che la sera sento abbaiare.
Torna indietro, mi verrebbe da dire
la mia anima è già troppo carica
del sangue dei tuoi. Ma le Cesane
non retrocedono d’un passo.
Sono ancora qua,
che affondano le radici
e mi crescono nel petto.
*
Andrea Milano è nato nel 1994. È laureato in Drammaturgia e Sceneggiatura presso l’Accademia Silvio d’Amico di Roma. È dramaturg* della Compagnia Giovanna Velardi ed è stato assistente alla regia per la Compagnia Biancofango nello spettacolo “About Lolita”. Suoi testi sono comparsi su “Atelier Poesia” e su “Sipario”. Ha co-fondato il CTU Cesare Questa di Urbino e il progetto Spartenza Teatro. Questa è la sua silloge d’esordio.



Consiglio il signor Milano di leggere il poeta russo Velemir Chlebnikov, per avere una idea della POESIA.