Frammenti di Cinema # 59

Ci sono i remake e i sequel. Poi, sono arrivati i prequel, gli spin-off e i reboot. Infine, più modestamente, ci sono i film fotocopia, ovvero che hanno la stessa trama. Ma senza intenzione alcuna, almeno in apparenza. Clamoroso è il caso che riguarda Checco Zalone e Aldo Baglio. Nel 2020 il primo fa di nuovo il botto con Tolo Tolo. Il film parla di migrazioni e varia disumanità. Questa volta gli spettatori scoprono che la trama, come si dice in questi casi, fa riflettere. Infatti, escono dal cinema delusi. Un anno prima, Aldo, di Aldo, Giovanni e Giacomo, esordisce da solista in Scappo di casa di Enrico Lando.

Le trame sono esattamente sovrapponibili. L’unica differenza, a parte la comicità dei due attori, è che nel primo la rotta è quella del Mediterraneo, mentre nell’altro è quella dei Balcani. Dei due, il più riuscito è quello di Aldo, considerata anche la difficoltà di proporsi senza il trio.

 Gli americani, però, possiedono il primato anche in questo campo. L’esempio più clamoroso di film fotocopia riguarda due pellicole che escono a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro. A maggio del 1998 esce Deep Impact diretto da Mimi Leder. Due mesi dopo nelle sale arriva Armageddon – Giudizio finale di Michael Bay. La trama è la stessa: la caduta di una gigantesca cometa sulla terra. Peraltro, si trattava di un ripresa del tema di Meteor del 1979. Il primo doveva essere diretto da Steven Spielberg, il quale, tuttavia, volle evitare il confronto e preferì retrocedere al ruolo di produttore, approfittando degli impegni presi per le riprese di un altro film (Amistad). Armageddon vinse la sfida degli incassi. Ma Deep Impact è più memorabile. Fotocopia sono anche The Cell (2000) di Tarsem Singh e The Signal (2007) di David Bruckner. La trama, in verità, non è identica. Ma l’idea è la stessa. Fantascientifico è anche The Signal del 2014 diretto da William Eubank ma la trama è diversa. A parte l’omonimia, in comune hanno di essere film indipendenti, a basso costo, presentati al Sundance Film Festival.

 Come per il meteorite che sta per cadere sulla terra, in Italia c’è stato il caso del delitto del canaro. Questo fatto di cronaca nera ha ispirato due film. Ancora una volta, al risultato artistico non ha corrisposto esattamente il successo di pubblico. Nel 2018 Dog Man di Matteo Garrone vince il Nastro d’Argento. Nello stesso anno era già uscito, presentato al Fantafestival di Roma a novembre del 2017, Rabbia furiosa – Er canaro di Sergio Stivaletti. Un blog di cinefili, infine, mi suggerisce che l’idea più sfruttata nel cinema è quella di una giorno che si ripete all’infinito, come in un loop spazio-temporale. Ecco, si potrebbe rilanciare la sfida e giocare a trovare le trame più ricorrenti nella storia del cinema. Ma questo lo lascio ai lettori.

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