Questa terra è una poesia
di Joy Harjo (USA,1951)
Questa terra è una poesia di sabbia ocra e bruciata che non potrei mai scrivere
salvo che la carta fosse un sacramento del cielo e l’inchiostro la linea rotta di
cavalli selvaggi che in lontananza oscillano sull’orizzonte. E se anche così fosse,
che significato potrebbe avere una cosa scritta per la terra, il vento e il cielo?
Nothing gold can stay
di Stefanie Golisch (Germania, 1961)
Questa è l’ultima riga di una poesia di Robert Frost. Della mattina rimane
la sera, ma anche questa non rimane. Solo io rimango. Testimone di un
giorno che non c’è più, ma che è stato e che mi ha sporcata e che io
ho sporcato. Eppure, da qualche parte un poco di oro è rimasto. Perché
noi non dimentichiamo: nothing gold can stay. Non possiamo durare.
This land is a poem
This land is a poem of ochre and burnt sand I could never write,
unless paper were the sacrament of sky, and ink the broken line of
wild horses staggering the horizon several miles away. Even then,
does anything written ever matter to the earth, wind, and sky?
Nothing gold can stay
Das ist die letzte Zeile eines Gedichtes von Robert Frost. Vom Morgen
bleibt der Abend, und selbst der Abend bleibt nicht. Nur ich bleibe.
Zeuge des Tages, der nicht mehr ist, aber war. Weil ich mich an ihm
und er an mir schmutzig gemacht hat. Und doch ist ein wenig Gold
geblieben. Damit wir es nicht vergessen, nothing gold can stay.
Wir können nicht dauern.
Traduzioni di Stefanie Golisch
Il quadro è di Natalia Dumitresco


Leggendo Stefanie Golish si capisce che ha molto da insegnare a chi crede di saper scrivere. È una poetessa del silenzio e della riflessione, il cui pensiero penetra nelle pieghe più segrete della realtà umana e delle cose. Leggerla significa scoprire le radici di un mondo che dall’ovvio e dal semplice trae linfa poetica che conduce allo stupore.
Ottima idea, quella di pubblicare poesie in traduzione.