a cura di Alberto Fraccacreta
uno
Avrakedavra.
Tesso le poesie per te.
Che sarebbe: creare dalla parola.
O anche: benedizione della parte santa.
tredici
Trattengo in bocca
le cose da dirti
e la lingua c’inciampa
perché devo parlare
con altri d’altro
che non sei tu.
Mi ronzano sul palato
come api
le cose da dirti
e la mia bocca
è un’arnia
inviolabile.
trentasette
L’ibiscus non lo sa
che quella mancanza di acqua
diventerà siccità.
Nei primi giorni di sete
speranzoso di vita
mette tanti fiori
come non gliene ho visti
mai.
E così sono io
con le mie poesie
in attesa di te.
Anna Segre, A corpo vivo, prefazione di Franca Alaimo, Marietti 2023
Questo discorso amoroso, spezzato in 84 poesie è in realtà una sola frase, pronunciata come unica fino alla fine; è una tela senza giunte, dove l’interpunzione serve solo a prendere fiato. È un viaggio nei processi del pensiero, nel dentro dello sperare, del volere, ma anche un tentativo di varare una caravella. Prima delle caravelle, l’oceano era come una montagna d’acqua inaffrontabile, invalicabile: si navigava seguendo la costa. Arrivare e scoprire, conoscere, esplorare. Avventurarsi, a dispetto del pericolo. C’è qualcosa di più rischioso che amare davvero qualcuno?


Quello di Anna Segre è uno dei libri d i poesia più significativi di quest’anno