Incontri XIII

Sulla superficie delle cose

di Wallace Stevens (USA, 1879-1955)

I
Nella mia stanza il mondo è aldilà della mia comprensione;
Ma quando cammino vedo che è fatto di tre o quattro
colline e una nuvola.

II
Dal mio balcone, vedo l’aria gialla,
Mentre leggo dove ho scritto
“La primavera è una bella donna che si spoglia.”

III

L’albero d’oro è blu.
Il cantante ha tirato il mantello sulla testa.
La luna sta nelle pieghe del mantello.

ORA

di Ernst Meister (Germania,1911-1979)

Ora.
Ora è tanto tempo fa.
Ora:
settembre ?
pomeriggio.

Odore
di calde ceneri.
Così come fossi io stesso,
bruciato oggi,
le ceneri.

Sono qui?
Non sono io?
Rotondo come un piatto
e pesante di mele,
di pere,
è la luce.

Sono.
Sono qui con i fiori.
Ciglia dei soli,
noccioli
nel cerchio delle pupille:
occhi,
così vicini ai miei occhi.

Non ci sono più?
Il giorno dell’uomo:
nel buio di bronzo
un fulmine.

Ora:
un pomeriggio
di settembre.
ORA
è tanto tempo fa.

On the surface of things

I

In my room, the world is beyond my understanding;
But when I walk I see that it consists of three or four
hills and a cloud.

II

From my balcony, I survey the yellow air,
Reading where I have written,
“The spring is like a belle undressing.”

III

The gold tree is blue,
The singer has pulled his cloak over his head.
The moon is in the folds of the cloak.

JETZT

Jetzt.
Jetzt ist lange her.
Jetzt:
September ?
nachmittags.

Geruch
warmer Asche.
So, als ob ich,
heute verbrannt,
selber die Asche wär.

Bin ich da?
Bin ich’s nicht?
Tellerrund
und von Äpfeln,
von Birnen schwer
ist das Licht.

Bin.
Bin mit den Blumen da.
Wimpern der Sonnen,
Kerne
in ihrem Pupillenkreis:
Augen,
meinen Augen ganz nah.

Bin nicht mehr?

Des Menschen Tag:
Im bronzenen Dunkel
ein Blitz.

Jetzt:
Ein September,
nachmittags.
JETZT
ist lange her.

Traduzioni di Stefanie Golisch
Il quadro è di Aubrey Levinthal

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