Un pensiero su “Domenico Pelini legge Saint John Perse 7

  1. Ema

    So poco della notte
    ma pare che la notte sappia molto di me,
    e non solo, mi sostiene come se mi amasse,
    ammanta la mia coscienza con le sue stelle.

    Può darsi che la notte sia la vita e il sole la morte.
    Può darsi che la notte è nulla
    e le congetture su di lei nulla
    e gli esseri che la vivono nulla.
    Può darsi che le parole siano la sola cosa che esiste
    nell’enorme vuoto dei secoli
    che ci graffiano l’anima con i loro ricordi.

    Però la notte deve conoscere la miseria
    che si abbevera al nostro sangue e alle nostre idee.
    Deve scagliare odio contro i nostri sguardi
    che le sono noti in quanto pieni di interessi, di incontri falliti.

    Però mi accade di udire la notte piangere nelle mie ossa.
    La sua lacrima immensa delira
    e grida che qualcosa se n’è andato per sempre.

    Un giorno torneremo a essere.
    A. Pizarnik

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