Ivano FERRARI, Poesie

Hai dentro

l’incertezza del ritorno

ti dico quello che devi fare

aggrappati a ogni forma silenziosa

guardati intorno come fai nel bagno

trova un’ombra e la sua morsa sulla pelle

se è stata diffusa e accelerata

lo specchio può essere gelido

impegnato in altre armonie.

 

*

 

Oddio perdona l’istinto come meta

e il malinconico equipaggio di queste cantilene,

un leggero fiato si posa sulle tende bianche

la palla del bambino è andata sulla merda

il bambino chiede palla alla merda.

 

*

 

Non so pregare

crescono tremori e scorci d’ansia

nel burrone del letto

nella pulizia dell’opaco sempre inesplorato spazio.

Mai più il materialismo delle cerniere

ma lo zuffolotto che nel petto pispola

e dà alla notte una fischierella in più.

 

*

 

Prima o poi

i luoghi scompariranno

ritorneranno indietro i nomi

il teatro delle ombre sostituirà la luce

concave e convesse sfinitezze

ci invaderanno le guance di merda e di granito

e il fiato della storia esalerà dei consommé.

 

*

 

Annuncia fonemi

facendo piovere lingue nere

c’è dio nel labbro leporino del cielo

ora scende giù

sfonda le bocche delle case

ruba dal petto i rantoli

raspa dalla gioia il pianto

si costituisce in stato amletico.

 

*

 

Terrore che ho della parola

del suo fogliame duro

del suo tormento a scala verso altrove

pronta a tatuare ombre dentro fossette estreme

a visitarmi il petto con gli aghi delle righe.

 

*

 

Da chi devo salvarti

se muori dentro gli stessi atomi

e schiocchi altre pronunce

non è sana questa terrena moltitudine

di una bellezza sola.

Questa notte il tuo profilo

ha degli atteggiamenti irreligiosi e mistici

i capelli radi come un angelo nel suo aspetto cupo

sogni di essere separata dal sogno.

 

*

 

Ivano FERRARI

LA MORTE MOGLIE

Einaudi, 2013

 

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