Hai dentro
l’incertezza del ritorno
ti dico quello che devi fare
aggrappati a ogni forma silenziosa
guardati intorno come fai nel bagno
trova un’ombra e la sua morsa sulla pelle
se è stata diffusa e accelerata
lo specchio può essere gelido
impegnato in altre armonie.
*
Oddio perdona l’istinto come meta
e il malinconico equipaggio di queste cantilene,
un leggero fiato si posa sulle tende bianche
la palla del bambino è andata sulla merda
il bambino chiede palla alla merda.
*
Non so pregare
crescono tremori e scorci d’ansia
nel burrone del letto
nella pulizia dell’opaco sempre inesplorato spazio.
Mai più il materialismo delle cerniere
ma lo zuffolotto che nel petto pispola
e dà alla notte una fischierella in più.
*
Prima o poi
i luoghi scompariranno
ritorneranno indietro i nomi
il teatro delle ombre sostituirà la luce
concave e convesse sfinitezze
ci invaderanno le guance di merda e di granito
e il fiato della storia esalerà dei consommé.
*
Annuncia fonemi
facendo piovere lingue nere
c’è dio nel labbro leporino del cielo
ora scende giù
sfonda le bocche delle case
ruba dal petto i rantoli
raspa dalla gioia il pianto
si costituisce in stato amletico.
*
Terrore che ho della parola
del suo fogliame duro
del suo tormento a scala verso altrove
pronta a tatuare ombre dentro fossette estreme
a visitarmi il petto con gli aghi delle righe.
*
Da chi devo salvarti
se muori dentro gli stessi atomi
e schiocchi altre pronunce
non è sana questa terrena moltitudine
di una bellezza sola.
Questa notte il tuo profilo
ha degli atteggiamenti irreligiosi e mistici
i capelli radi come un angelo nel suo aspetto cupo
sogni di essere separata dal sogno.
*
Ivano FERRARI
LA MORTE MOGLIE
Einaudi, 2013
