di Alberto Fraccacreta
La poesia di Alessandro Agostinelli si muove su un terreno di puntuta autoconsapevolezza, di marcata ironia, servendosi della tradizione per rinvigorirla e agganciarla alla nostra epoca di post-postmodernismo. Nell’Ospite perfetta (2020) era la forma del sonetto ad annodare genealogie e dissapori. Qui nelle Vive stagioni il prosimetro, invece, diviene uno strumento di critica e di decostruzione della realtà. «Questo libro – osserva Agostinelli in uno dei suoi tanti “prologhi” alle liriche – è il tentativo di ragionare intorno a un modo di dire la poesia: ragionare intorno a essa mentre si fa. I temi di questo libro sono disparati, ma l’obiettivo è comunque segnare, nella maggioranza dei casi, forme di poemi non totalmente liberi». Da testi metapoetici al puro nonsense, dall’impegno politico alle interrogazioni filosofiche, la silloge intende «lasciare un po’ di struttura al futuro, cioè rinnovare il senso alla voce della poesia».
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la siepe
su quel termosifone spento
ho messo alcuni libri di poesia
votati a mantenere il calore
originario della siepe.
li tengo come rocce
a balbettare nella nebbia
difesa della tradizione
dell’anima e del pane.
intanto viaggio piano nella notte
e vado fino a perdermi nei boschi.
nigenO etnairaV
ut canigar setuz alep
malte derali en kare
ifo zenis ab ulomep
nietto garlbe ifare
cerolita setz urbami
palasciut ef frogami
alloic in mery sebi
tac set ereil forebi
semenque ipati abrago
adif icce emo lade
decov onai amade
illez oras efu ciago
enoiznevni ‘nu e? augnil atseuq
enoznac id emoc oiggesarf leuq
san francisco
quando lawrence ferlinghetti morirà
avrò già fatto una passeggiata
intorno alla columbus avenue
sarò passato dal caffè trieste
a prendere un espresso italiano.
non proverò vergogna per la guerra
non sarà più la mia preghiera falsa
non spezzerò catene senza un sogno
accecherò nell’ombra ogni mio sforzo
vedrò mutare ovunque frasi sacre.
sarà senza stupore il mondo intero
sarà la vita nuova un animale.
Alessandro Agostinelli, Le vive stagioni, L’arcolaio
Alessandro Agostinelli ha pubblicato il romanzo Benedetti da Parker (2017), alcuni saggi di sociologia del cinema e i libri di viaggi Honolulu Baby (2011), Da Vinci su tre ruote (2019), Giordania stilografica (2023). Ha al suo attivo alcuni libri di poesia tra cui: L’ospite perfetta. Sonetti italiani (2020), Il materiale fragile (2021) e in Spagna En el rojo de Occidente (2012). Sue poesie sono state tradotte in Francia, Germania, Spagna, USA. Dirige la collana Poesia di Edizioni ETS. Ha fondato il Festival del Viaggio.

