Un cammino sulle tracce dei monaci basiliani nella Calabria spirituale

di Gino Rago

Il Cammino Basiliano in Calabria è l’Itinerario sulle tracce dei monaci greci in Calabria noti come basiliani, poiché seguaci dell’Ordine fondato da San Basilio Magno (330-379), importantissimo per lo sviluppo del monachesimo in Occidente e per una serie di contributi apportati al mondo rurale dell’epoca, dalle tecniche agricole alla coltura del baco e produzione della seta, solo per citarne alcuni.

 I monaci basiliani in Calabria, in virtù del loro essere eremiti e anacoreti, hanno dato origine a diverse forme di abitati in grotta, tuttora visitabili e hanno plasmato il paesaggio, i rapporti e le dinamiche uomo/natura, secondo le esigenze del “vivere rupestre”, un vivere già ampiamente diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo.

 Accanto a romitori e piccole laure (cavità scavate nella roccia) adibiti a luoghi di ricovero e preghiera, si devono ai monaci basiliani anche i numerosi monumenti e luoghi di culto che sono vere e proprie testimonianze d’arte italo-orientale. Qualche esempio? Non c’è che l’imbarazzo della scelta: dalla Cattolica di Stilo, tra i monumenti-simbolo della Calabria, al Monastero di San Giovanni Thearistis a Bivongi, passando per il Pathirion di Rossano.    

 Incamminarsi lungo le tappe del Cammino Basiliano in Calabria significa, dunque, percorrere un viaggio alla scoperta delle antiche radici dell’Europa nel Mediterraneo, legando Oriente e Occidente sul filo conduttore della storia, della bellezza, della natura e della spiritualità.

Ciascun camminatore, a seconda delle proprie esigenze e della propria sensibilità, avrà modo di immergersi in un’esperienza slow e conoscere l’intera Calabria a passo lento, sintonizzando cuore, spirito e mente sulle frequenze emotive del paesaggio, dei gioielli artistici e dei paesi che si incontrano lungo a via.  

Un cammino Basiliano in provincia di Cosenza

 Tra i Borghi più Belli d’Italia su questo cammino troviamo Rocca Imperiale, sull’Alto Ionio, per un assaggio dei prelibati Limoni di Rocca Imperiale IGP, e Oriolo, arroccato attorno al suo castello. Sullo stesso versante, troviamo gli importanti centri di Cassano all’Ionio, col Parco Archeologico Nazionale della Sibaritide, e Corigliano-Rossano, dove ammirare l’edificio basiliano del Pathirion e il Codex Purpureus Rossanensis, l’antico Vangelo Patrimonio UNESCO.

 Il cammino interno, verso il Tirreno, ci porta nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, alla scoperta di Cerchiara di Calabria, “Città del Pane” e sede del Santuario della Madonna delle Armi e di svariati Palazzi nobiliari, tra i quali spicca il Palazzo Rovitti, del 1600…

 Su questo cammino basiliano un Palazzo particolare

Palazzo Rovitti, nel cuore del borgo di Cerchiara di Calabria, oggi conosciuto come “Antica Dimora Palazzo Rovitti” su cui si propone una meditazione artistico-storico-estetica* del poeta e critico letterario Gino Rago.

All’Antica Dimora Palazzo Rovitti, in Cerchiara di Calabria:

i mobili raccontano tutto un mondo, in uno spazio espositivo permanente…

di Gino Rago 

Per parlare degli interni e dell’ammobiliamento di Palazzo Rovitti,  nel cuore del borgo di Cerchiara di Calabria,  occorre ricordare il pensiero di Walter Benjamin sulle cosiddette immagini dialettiche, sulle quali Benjamin scrive:«[…]l’immagine dialettica è una costellazione di fattori concreti e fenomeni interrelati basata su una polarità tra ciò che è avvenuto nella storia e ciò che di nuovo si presenta nell’evento». Ciò significa che il passato conserva sempre una vitalità  residua, un residuo vitale di cui il  tempo presente, l’«ora» e l’«adesso» hanno bisogno. Per questo, la titolare della gestione della Antica Dimora Palazzo Rovitti, la dottoressa Filomena Rago, con i suoi  mobili, eterogenei per differenze di stili, e di stagioni, ma disposti con esemplare  raffinatezza di gusto nei corridoi come nelle stanze del Palazzo, in una sorta di Spazio Espositivo Permanente, continua a raccontare tutto  un mondo di uomini e donne di epoche precedenti alla nostra, un mondo di gusti, usi, costumi, ritmi, e abitudini, nel loro  rapporto quotidiano con lo spazio e con il tempo, con gli oggetti e con le cose; un mondo che senza questo racconto, con le immagini dialettiche scaturenti dagli stessi mobili e questo magico luogo di incontro fra le epoche passate e il presente, sarebbe destinato alla estinzione. L’arredamento è l’arte di rendere un ambiente confortevole attraverso gli arredi, la luce e l’organizzazione degli spazi. E la storia dell’arredamento accompagna l’intera storia dell’uomo perché è l’uomo a creare l’ambiente e a fornire senso e funzionalità agli spazi, sulla base dei propri bisogni.                                                                                                                                          

 I mobili raccontano di noi e della nostra storia: appartengono direttamente al nostro patrimonio culturale, spirituale e sociale perché ogni mobile è memoria di gusti estetici, di materiali e stili d’altre epoche. Ed è per questo che ogni mobile è carico di valenze simboliche, artistiche,  sociologiche, antropologiche e storiche. La titolare della Antica Dimora Palazzo Rovitti, muovendosi in un clima da Ready-made**, espone il già fatto. Un già fatto con il quale ella intende  parlare dell’oggi e dello spirito del nostro tempo. Questo linguaggio, a intense suggestioni  emotive, scende dall’occhio dell’osservatore direttamente nell’anima e parla di storicità ed esteticità di ogni opera d’arte, nell’allestimento di uno Spazio Espositivo Permanente con un ammobiliamento ad alta resa estetica di pezzi d’antiquariato e mobili “in stile”.  Certo, l’ospite di passaggio potrebbe rischiare di non cogliere appieno i tesori d’arte racchiusi in ciascuna di queste opere realizzate nelle migliori ebanisterie d’Italia  e con i legni più pregiati di ciascuna delle epoche, stratificate l’una sull’altra, che hanno attraversato nei secoli il Palazzo Rovitti, in Cerchiara di Calabria. Ma  non sarebbe poi strano perché in ogni pezzo dell’ammobiliamento dell’Antica Dimora (consolle, tavoli, sedie, scrittoi, comodini, specchiere, comò, letti, credenze, librerie, armadi, ecc.), di autentico e prezioso antiquariato, a partire dal rococò del tardo barocco napoletano, si può dire, con le parole di Ovidio:«Tanta è l’arte, che l’arte non si vede …». Il giardino, poi, una specie di Hortus conclusus di tipo  medievale, e il vasto terrazzo, con osservatorio, da cui si osserva con una vista mozzafiato tutto l’anfiteatro naturale della Pianura e del Golfo di Sibari, uniti alla grazia, al sentimento dell’ascolto, all’arte dell’accoglienza della dottoressa Filomena Rago, titolare della gestione di tale patrimonio, fanno della Antica Dimora Palazzo Rovitti, in Cerchiara di Calabria, un luogo speciale, inimitabile, imperdibile,  se non altro che per l’ irrinunciabile motivo esistenzial-spirituale di ritrovare il sé stesso frantumato, e disperso, nello spaesamento dell’individuo nel mondo; un frammento di Bellezza che provoca altra bellezza, da spargere intorno a noi come un profumo di libertà e decenza di cui l’uomo non potrà mai fare a meno, soprattutto in questa stagione travagliata della storia dell’umanità.

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Note

*Questa meditazione di Gino Rago è stata estratta dalla Tesi di laurea magistrale di  Filomena Rago, di prossima discussione, per gentile concessione della stessa laureanda.

** Ready-made (Marcel Duchamp): il termine ready-made è un anglismo traducibile come “già fatto”, “confezionato”,  “pronto all’uso”. In Italiano si riferisce esclusivamente ad un oggetto disponibile sul mercato del quale un artista si appropria così com’è, ma privandolo della sua funzione utilitaristica. 

                                                                       8 ottobre 2023

6 pensieri su “Un cammino sulle tracce dei monaci basiliani nella Calabria spirituale

  1. gino rago

    don Fabrizio Centofanti ospita questa mia riflessione sulla presenza degli eremiti e cenobiti greci nella Calabria dal VII all’XI secolo d.C. Lo ringrazio non soltanto per la graditissima ospitalità, ma anche per l’alta qualità nell’allestimento di questo lavoro il cui fine è un invito alla spiritualità, alla meditazione, all’ascolto della voce del silenzio, al rallentamento della corsa, alla pausa; ma è anche un invito a saper posare lo sguardo sulla bellezza che abbiamo intorno a noi, per esempio il Palazzo Rovitti in Cerchiara di Calabria (CS) con un ammobiliamento che per gusti e materiali e stili percorre almeno 3 secoli di raffinata ebanisteria.

    Gino Rao

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  2. gino rago

    don Fabrizio Centofanti ospita questa mia riflessione sulla presenza degli eremiti e cenobiti greci nella Calabria dal VII all’XI secolo d.C. Lo ringrazio non soltanto per la graditissima ospitalità, ma anche per l’alta qualità nell’allestimento di questo lavoro il cui fine è un invito alla spiritualità, alla meditazione, all’ascolto della voce del silenzio, al rallentamento della corsa, alla pausa; ma è anche un invito a saper posare lo sguardo sulla bellezza che abbiamo intorno a noi, per esempio il Palazzo Rovitti in Cerchiara di Calabria (CS) con un ammobiliamento che per gusti e materiali e stili percorre almeno 3 secoli di raffinata ebanisteria.

    Gino Rago

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  3. gino rago

    Sotto traccia, nell’articolo, rimane una presenza, che in realtà è una presenza decisiva, un cervello pensante, un polmone pulsante, una energia positiva e operativa nella vita piena del Palazzo Rovitti, in Cerchiara di Calabria (CS): Filomena Rago. Da lei tutto parte e tutto si muove, quale titolare della gestione, della tutela e della promozione dell’Antica Dimora Palazzo Rovitti.

    Gino Rago

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  4. Giuseppe Gallo

    Grazie alla Rivista e alle riflessioni di Gino Rago. La Calabria, come al solito, per essere conosciuta nelle sue profondità storico-culturali, deve ancora superare pregiudizi e ritardi sociali. Quanti calabresi hanno potuto visionare il Codex Purpureus Rossanensis? Eppure è una splendida testimonianza delle relazioni tra Occidente ed Oriente. Forza, calabresi, ogni tanto guardiamoci intorno e scopriremo che la nostra terra ha un retroterra storico di profonda cultura.

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  5. Marina Petrillo

    Esiste il mistero della semplicità, quando, dissipata ogni nube, torna il sole metafisico, la coscienza di un frastuono intimo che, alfine, ha trovato il silenzio. Gino Rago e Filomena Rago, ci conducono in spazi ove i passi degli antichi eremiti e cenobiti greci segnano la storia di un cammino spirituale, lì dove il topos, il luogo, si estende attraverso visioni metafisiche. Lascia immaginare la via verticale verso il celeste imperio del Cielo, l’anacoreta posto a protezione di antichi saperi; vibranti in terre scabre, tornano spiraliformi immagini di antiche consuetudini. Il ritmo temporale irrompe, generando migranti la cui anima scorge orizzonti divini.
    Traghettare la propria essenza in evoluzione costante santifica il presente al polisemico seme, ineffabile ala visione, alla convessa matrice della Scienza maestra.
    Marina Petrillo

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  6. gino rago

    Grazie a Giuseppe Gallo e grazie a Marina Petrillo, due voci di alta intelligenza poetica e di raffinata cultura letteraria, nel panorama del balbettio poetico-letterari, e non solo, i cui commenti penetrano in profondità nella spiritualità antica della Calabria tutta, spiritualità come bellezza, storia, arte, cultura,e voglia dell’altro da sé, non ancora indagata per come i sentieri dello spirito meriterebbero.
    Grazie Giuseppe, grazie Marina, anche a nome di Filomena Rago.

    Gino Rago

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