

E c’è che vorrei il cielo elementare azzurro come i mari degli atlanti
la tersità di un indice che indica questa è la terra, il blu che vedi è mare.
Pierluigi Cappello
Questi versi di Cappello – cui sono molto legata – mi accompagnano in lunghe passeggiate nelle vie dell’eterno. Versi indelebili. Tatuati fino all’ultimo strato di pelle. In fondo è a questo che serve la poesia: a condurci in luoghi sospesi, senza tempo, nel vuoto più assoluto che si trasforma in pieno. Una linfa che scorre tiepida all’interno, che non brucia, ma fa parte del corpo stesso. Un’amica a cui confidare le cose più tenere e disgraziate. Una compagna fedele negli anni avvenire. Delude poco, se non pochissimo. Ti resta accanto mentre tutto il resto del mondo prova a sbriciolarsi sotto i piedi. La poesia è azzurra. Il mio colore preferito. Celeste, come i mari del poeta. Celeste, come tutta la mia infanzia. Sognare ad occhi aperti, continuare a farlo anche di notte. La poesia è soprattutto sfinimento. Andare a dormire a tarda ora senza far riposare neppure le stelle. Cantare l’alba. Chiedersi – poi in fondo – a cosa porti tutto questo.
A viversi davvero
È dunque la risposta.
Patrizia Baglione
Patrizia Baglione (Arpino, 1994) già laureata in Scienze dell’educazione, studia per la Magistrale in Liguistica Moderna. I suoi testi sono apparsi in diverse riviste letterarie: ‘PoetarumSilva’, ‘L’Astero Rosso’, ‘Transiti Poetici’, ‘Poesia del nostro tempo’, ‘Atelier; ‘Inverso’.
Ha pubblicato ‘La mia voce’ (Quid Edizioni, 2019); Malinconia delle nuvole (Kimerik Edizioni, 2020) — silloge presentata su Rai Radio Live — e Nero crescente (RPlibri,2022) quest’ultimo recensito da Franco Manzoni sulle pagine del ‘Corriere della Sera’ nella rubrica ‘Soglie’.
Nel 2020 ha vinto il Premio Kalos alla Cultura.
Divulgatrice della parola. Dirige il blog letterario Versolibero
Redattrice presso ‘Laboratori Poesia’, ‘Lucania Megazine’, ‘Larosainpiu’ e ‘Le parole di Fedro’ con la rubrica ‘IlFemminile’.
