
Gentile Fabrizio, la poesia abbonda come i sedicenti poeti. È diventata una specie di giungla per cui è difficile orientarsi. Scrivere può aiutare quando non è atto di vanità. Penso che se la poesia nasce come un atto onesto, ricerca di parola per sondare se stessi, scandagliare, intento comunicativo leale, possa contribuire a rendere migliori. Inoltre, se si apre lo sguardo all’altro, se si sposta l’attenzione da sé al mondo, la poesia, come l’ arte in genere, può essere una delle possibili vie di miglioramento per la nostra vita. La poesia è pensiero, progettazione, sogno, atto concreto di opposizione, di protesta al malvagio dell’ uomo. E lo fa nei modi e secondo un come personale che non può prescindere dall’ uso di schemi formali, di ritmo, di suoni. Ecco, mi sento di risponderle così e mi scuso di non averlo fatto in word
Lo stato dell’arte. Marina Agostinacchio
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