La poetica cosmopolita: l’ essere poetico è statico per emergenza non per urgenza di essere poetico – se si sommassero, i divisi, sarebbero moltiplicati dall’ essere poesia cosmopolita. Quante poesie si intitolano poesie!? La matematica non ci aiuta e allora andiamo nel ramo della religione… Cristo si è fermato ad Eboli ricordi!? Oh tu che leggi Dio! Quindi la condizione cosmopolita è una verifica retroattiva! In effetti un posto proposto dal posto medesimo si emancipa al piano successivo che lo ha amplificato come soggetto del successivo oggetto. La poesia cosmopolita non interroga la cifra che la suggerisce tale ma la immerge nella cifra stessa che, confermo, a sé medesima si attrae. Il gergo di voce non ci interessa: la poesia cosmopolita è il quando nel come del vuole, intendiamoci bene: niente.
Giorgio Stella. La poesia cosmopolita
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