Sto attraversando l’arco finale di vita concessomi e vedo naufragare le tante speranze che nutrivamo da giovani, quando guardavamo con ottimismo al nostro futuro e pensavamo d’essere ad un passo dai traguardi più luminosi dell’umano. Il progresso scientifico, tecnologico, ma soprattutto quello del pensiero etico mi entusiasmavano, avrei scommesso che il mondo si sarebbe trasformato in un “villaggio globale”- per usare un termine recente – dove la comunicazione sempre più potente e veloce avrebbe facilitato l’incontro tra i popoli, dove la domanda di aiuto e solidarietà da parte delle popolazioni svantaggiate o vessate da governi non all’altezza sarebbe stata ascoltata, dove soprattutto sarebbe cessato il frastuono delle armi e scomparso ogni eccidio per l’universale riconoscimento dell’assurdità di ogni guerra.
Oggi le speranze si sono dissolte, di fronte alla deriva che vediamo, e il pessimismo monta a dismisura, fino a preconizzare un finale assurdo: l’homo sapiens, pur avendo saputo incrementare geometricamente la capacità tecnologica, che pure ha ricadute notevoli utili in tanti campi (sanitario, urbanistico, ambientale, spaziale, etc) , non riesce a comporre un minimo disegno armonico di sopravvivenza sul pianeta, tale che l’umanità tutta possa migliorare le proprie condizioni di vita attuando in primis quella principale e salvifica, che è la pace.
Così una ad una le speranze crollano mentre aumenta la belligeranza per i soliti motivi ottusi, quelli economici, nazionalistici e di potere, con il conseguente spropositato impulso alla produzione e vendita di armi sempre più sofisticate. “Che ne è delle vostre intelligenze, delle vostre primavere, dei vostri credo? Che ne è dei vostri discorsi, dei vostri principi? Dietro la vostra salvezza, infinite rovine. Dietro le vostre fortune, talmente tanti assassinii.” scrive il poeta francese Christian Bobin. La sua indignazione è la mia e di tanti e mi chiedo se lo sdegno, che spero cresca in dismisura di fronte alle stragi di migliaia di civili innocenti, che oggi vediamo nei luoghi a noi più vicini, in Palestina e in Ucraina – poiché ancora tante sono le guerre nel mondo di cui non ci arriva l’eco – potrà mai spegnere la spirale di violenza e odio e portare a una ricomposizione dei contrasti.
L’homo sapiens potrà mai invertire la sua rotta verso l’insipienza, abbandonare l’eterna sete di dominio e la clava tecnologica, per volgersi verso una condizione etica cui lo spingerebbe il possedere – unico tra i viventi – un pensiero razionale? Comprenderà mai che la sua è una cieca corsa verso l’ autoestinzione globale per il rischio nucleare? Come si può accettare la totale stolida indifferenza verso il futuro della propria specie?
Credo che la guerra debba essere universalmnete proclamata il massimo tabù, in quanto negazione della sacralità della vita. Se non si giungerà a comprendere questo principio, possiamo di certo autonominarci homo insipiens, unica creatura terrestre che prepara e realizza la propria scomparsa. Finchè avrò respiro, mi batterò per l’ineludibile principio di un mondo altro, basato sulla difesa di una vita per tutti vissuta in dignità, giustizia e solidarietà.
triste dicembre 2024 Annamaria Ferramosca


Cara Annamaria, che bello rivedere qui un tuo pezzo, per di più così totalmente condivisibile. Cerchiamo in questo pur triste dicembre di trovare qualche brandello di speranza pensando a quelle persone, che pur esistono in molte, che ancora possono essere dette “di buona volontà” e che ancora operano per il bene comune. Purtroppo nessuno dei governanti appartiene a questa categoria, questa è la vera difficoltà.
Grata sempre a don Fabrizio per la sua accoglienza in questo
storico sito. Certamente un residuo di speranza sussiste in tutti noi, proprio perché ancora ci sono accanto rare persone luminose , che consolano e aprono possibili orizzonti chiari. Un augurio caro di pace a tutti coloro che qui si soffermano .
Annamaria Ferramosca
Grazie, Annamaria, per le tue parole, sempre preziose, perché vi si riflette la vita. E grazie anche a Sparz per il suo intervento.