Sto attraversando l’arco finale di vita concessomi e vedo naufragare le tante speranze che nutrivamo da giovani, quando guardavamo con ottimismo al nostro futuro e pensavamo d’essere ad un passo dai traguardi più luminosi dell’umano. Il progresso scientifico, tecnologico, ma soprattutto quello del pensiero etico mi entusiasmavano, avrei scommesso che il mondo si sarebbe trasformato in un “villaggio globale”- per usare un termine recente – dove la comunicazione sempre più potente e veloce avrebbe facilitato l’incontro tra i popoli, dove la domanda di aiuto e solidarietà da parte delle popolazioni svantaggiate o vessate da governi non all’altezza sarebbe stata ascoltata, dove soprattutto sarebbe cessato il frastuono delle armi e scomparso ogni eccidio per l’universale riconoscimento dell’assurdità di ogni guerra. Continua a leggere
La possibile autoestinzione dell’homo insipiens. Riflessioni su un indesiderato possibile destino.
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