Un pensiero su “Luigi Maria Corsanico legge Cesare Pavese. 7

  1. Luigi Maria Corsanico

    Cesare Pavese – Piaceri notturni
    Lavorare stanca / Cesare Pavese
    2. ed. – Milano : Einaudi, stampa 1973.

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Claude Debussy
    Prélude for piano No.10 La Cathédrale Engloutie
    Claude Debussy, Piano (Piano Rolls, before 1913)

    Julnar the Sea-Born,1948 – Marc Chagall

    Lavorare stanca / Cesare Pavese
    2. ed. – Milano : Einaudi, stampa 1973.

    Piaceri notturni

    Anche noi ci fermiamo a sentire la notte
    nell’istante che il vento è piú nudo: le vie
    sono fredde di vento, ogni odore è caduto;
    le narici si levano verso le luci oscillanti.
    Abbiam tutti una casa che attende nel buio
    che torniamo: una donna ci attende nel buio
    stesa al sonno: la camera è calda di odori.
    Non sa nulla del vento la donna che dorme
    e respira; il tepore del corpo di lei
    è lo stesso del sangue che mormora in noi.
    Questo vento ci lava, che giunge dal fondo
    delle vie spalancate nel buio; le luci
    oscillanti e le nostre narici contratte
    si dibattono nude. Ogni odore è un ricordo.
    Da lontano nel buio sbucò questo vento
    che s’abbatte in città: giù per prati e colline,
    dove pure c’è un’erba che il sole ha scaldato
    e una terra annerita di umori. Il ricordo
    nostro è un aspro sentore, la poca dolcezza
    della terra sventrata che esala all’inverno
    il respiro del fondo. Si è spento ogni odore
    lungo il buio, e in città non ci giunge che il vento.
    Torneremo stanotte alla donna che dorme,
    con le dita gelate a cercare il suo corpo,
    e un calore ci scuoterà il sangue, un calore di terra
    annerita di umori: un respiro di vita.
    Anche lei si è scaldata nel sole e ora scopre
    nella sua nudità la sua vita piú dolce,
    che nel giorno scompare, e ha sapore di terra.

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