I nuovi creatori di Andrea Billau. Per una teologia laica.

Nel suo libro – invero un tempo lo avremmo chiamato pamphlet  – I nuovi creatori. Il nostro destino di liberazione dalla tragicità (Multimage, 2024), Andrea Billau ci propone un tentativo di costruzione di una teologia laica. Dunque, si tratta di un’opera inattesa, in quanto in controtendenza rispetto alla desacralizzazione del mondo e al laicismo d’antan; e sorprendente per la torsione del punto di vista. Egli scrive che la “postura religiosa, al contrario di quanto viene detto comunemente, è una postura di ribellione all’ingiustizia dell’esistente e solo una sua perversione teocratica l’ha resa funzionale al mantenimento del potere.” Se considerate che Billau è un giornalista di radio radicale, la singolarità dell’affermazione è lampante.

Qual è dunque il contributo della religiosità alla cultura laica secondo Billau? Diventare dei, consapevoli di essere mezzi diavoli. In altri termini, sviluppare la nostra creatività nel mondo, oppure retrocedere nella scala evolutiva perseguendo ciecamente la distruzione della realtà. Si tratta di una prospettiva che lo stesso autore definisce nicciana. Ma la sposta dalla “vita terrena” e la colloca in una “dimensione oltre mondana”. Lo slancio creativo è ancora possibile, benché l’istinto distruttivo sembra oggi prevalente. E’ un’opzione del superamento dell’uomo senza gli effetti del nichilismo.

La lettura del saggio di Billau mi ha portato all’ultima opera del filosofo weberiano Emmanuel Todd, La sconfitta dell’Occidente (Fazi, 2024). Questi sostiene che la sorgente dell’attuale crisi mondiale (con due pericolosi conflitti in corso in Ucraina e a Gaza), stia nel tramonto dell’ egemonia occidentale. In particolare, egli scrive “il protestantesimo, il quale aveva sostenuto in larga misura la forza economica  dell’Occidente è ormai morto. (…) Questa è una delle chiavi, se non la chiave, esplicativa  decisiva delle turbolenze  che oggi scuotono il mondo”. Quindi, in generale, la crisi della morale religiosa, in quanto sintomo di una perdita drammatica di valori etici condivisi, ha prodotto una società dominata, appunto, dal nichilismo. Questo non lo intende nel comune richiamo a Nietzsche, ma nell’accezione di una “pulsione alla distruzione di cose e persone, e alla nozione stessa di verità”. Alla base di questa crisi è venuta a sedimentarsi “una società polarizzata tra una plebe economicamente inutile e una plutocrazia predatoria”. Che altro aggiungere?

Le stelle non sanno di essere belle. Cosa ci propone Andrea Billau per liberarci dalla tragicità del mondo? Se posso fare una sintesi personale, ci viene in aiuto l’Arte. “Noi siamo quella parte dell’universo che si accorge si sé”. Da questa capacità di autoriflessione (necessariamente anche critica e dolorosa) sorge anche la nostra sete di giustizia. “Questa è l’unica ragione per cui l’universo ha bisogno di noi, (…) per completare la sua bellezza.” Ecco, forse, solo rifrangendo tutto intorno queste immagini significative avremo dato un senso alla nostra presenza sulla terra.

 

Un pensiero su “I nuovi creatori di Andrea Billau. Per una teologia laica.

  1. Giorgio Stella

    Ad occidente muore chi nn salpa scriveva vivente un grande poeta. Leggendo perché mi si accusa che rispondo senza leggere…. L’ occasione mi permette nn ha soluzioni in tempi titolarici in una espressione che una volta si chiamava si intitola si intitolava gruppo. L’ arte, nn è necessaria x carità la poesia … Ma poi teologia Laika m e lo spieghi? Cioè un narciso periodico sarebbe un vorrebbe essere, essere proprio? Buon pranzo.

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