Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Dal monte al piano

 

(Caravaggio, Madonna dei pellegrini, Roma s. Agostino)

«In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo.
Rallegratevi in quel giorno ed esultate,
perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo.
Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame.Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti». [Lc 6,17.20-26]

«…perché state a guardare il cielo dice Luca all’inizio degli Attidegli Apostoli.
Il richiamo alla concretezza storica è sempre presente in Luca, che, anche qui, pone questo suo primo discorso programmatico in “luogo pianeggiante”. Non sul monte, come in Matteo, con un altissimo valore simbolico ed evocativo. Luca sceglie il piano, allostesso livello di chi ascolta, nella concretezza della vita di tutti igiorni. Subito prima, Gesù aveva riunito i suoi disepoli e avevascelto i Dodici e li aveva chiamati Apostoli (inviati). Adesso, loro il mandato.  Ed è un mandato di profezia. L’apostolo deveporsi nella linea dei profeti. E questo ha delle conseguenze.

Il profeta non si allinea con il pensiero comune, va controcorrente. Non per il gusto di originalità, né per smania di distinzione dallamassa. Il profeta intuisce un “verso dove” che antepone ad ogniallettante proposta che lo distolga dal suo andare. Tale è l’apostolo. Chi ha lasciato tutto trova un tutto che non è parcellizzato in questa o quella soddisfazione. Non è la ricchezza, in alcun modo intesa, a poter rappresentare una finalitàdell’esistenza. Chi cerca ricchezza ha già avuto la suaconsolazione. L’oggetto del suo desiderio è già nelle sue mani, non cerca altro. Il  suo desiderio si spegne in consolazionitransitorie. L’apostolo, chiamato a porsi nella linea dei profeti, non si sente maiabbastanza( “satis”, da cui sazio).  È questa la veradifferenza. Il tutto lasciato invoca un tutto da vivere. Non unabbastanza”. Accontentarsi di “abbastanza” è razzolare nelcortile non tenendo conto che si hanno ali di aquila. La nostra autenticità non risiede nell’essere persone “per bene”. La logicache guida i nostri passi non sia il semplicebuon senso”. Essereprofeti è essere restituiti all’autenticità di ciò che siamo. E l’apostolo è la statura adulta dell’uomo restituito a se stesso.

Non c’è una semplice contrapposizione fra chi è “beato” e chi non lo è. QuelGuai” non rappresenta una maledizione, o un cattivoaugurio. Vuole semplicemente dire che in chi è ricco, sazio, in chi cerca solo il consenso del pubblico, c’è qualcosa che non va.Nell’apparente tranquillità di un’esistenza appagata si nasconde la più tremenda sciagura: un’esistenza sprecata. “Guai”, sembravoler dire: “Guardate bene”, perché chi sembra contento si staaccontentando di briciole; chi sembrarealizzato”, in realtà, stavivendo un sogno che svanirà col primo sole.

Non è per eroi, questo discorso dellebeatitudini”, è per chi non siaccontenta, per chi, nel suo vivere quotidiano, non cerca unadimensione soddisfatta (anche questa, da satis, sazio) dell’ “abbastanzache illude e tarpa le ali del desiderio.

Le “Beatitudinisono per donne e uomini che non sfidano le altezze, che vivono nel piano e qui cercano il profumo nel vento che viene dalla montagna.

E già si era sentito questo profumo nelle parole che Luca mette in bocca a Maria nel Magnificat: “abbatte i potenti dai troni…ricolma di beni gli affamati e rimanda i ricchi a mani vuote”

E si era sentito nella sinagoga di Nazaret:” Il Signore mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio…Oggi si è compiuta questa scrittura”.

Non cercate in un altrove i compimenti che, se ben guardate, avete davanti ai vostri occhi. E sarete beati.

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Un pensiero su “Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

  1. giuliana rocchi

    E’ stato necessario rileggere più di una volta il brano del vangelo per non cadere nella tentazione di dare per scontato il suo significato per averlo ascoltato o letto o approfondito molte volte. E’ stato necessario rileggere questo commetto per cogliere alcuni aspetti che rendono sempre nuovo e necessario per la nostra vita il messaggio di Gesù.
    “Accontentarsi di “abbastanza” è razzolare nel cortile non tenendo conto che si hanno ali di aquila”
    E ancora “Non è per eroi, questo discorso delle “beatitudini”, è per chi non si accontenta, per chi, nel suo vivere quotidiano, non cerca una dimensione soddisfatta (anche questa, da satis, sazio) dell’ “abbastanza” che illude e tarpa le ali del desiderio”
    ecco allora che il messaggio di oggi che riguarda la mia vita sarà quello di lasciare “l’abbastanza…” per lasciare spazio al desiderio di altro e Altro ancora…

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