Donato Salzarulo, Scrivere sull’acqua

Scrivere sull’acqua
di Donato Salzarulo

I

Sto cercando di volare
di assumere il tempo radicale

Sono al bivio
vivere nella vigna di maggio
o restare sull’orlo del pozzo
con l’angoscia della notte
che m’ingoia.

II

Cammino insieme ai sogni
e alla speranza quasi
ridotta a una candela.

Stringo forte la sciarpa
intorno al collo, resisto,
mi piego in avanti.

Sono dov’ero ieri,
mentre parlavo con te.
Francamente in ansia.

Le sbarre si stanno
rialzando. Abbiamo sbagliato
l’orario e la stagione.

Il sole c’è, ma soffia
il vento impetuoso dei monti,
il gelo dei tanti morti.

III

Potermi reincantare,
poter tornare a guardare il tuo volto
come onda increspata dal vento,
ciliegio fiorito, fronda d’oro
di mimosa, cespuglio solare.

Sondarti è inutile,
è scarso il tuo sforzo di reagire
ai miei pensieri, di avvertire la ferita
che s’apre nascosta tra le righe,
il mio farfugliare, il subbuglio
cresciuto tra le pieghe dei ricordi.

Sto scrivendo la mia vita sull’acqua
della fontana che incontravamo
ogni volta, tornando dalla vigna
di Valle Fiumata, l’acqua sgorgata
dal cuore del monte Calvario
così pieno di ginestre.

E tu non senti, non senti
il sapore del gelso, il dolore
della pietra, il lungo viaggio
per approdare alla terra sconosciuta,
ignota ai padri, quella del farsi da sé,
dell’accumulo di capitale simbolico
da giocare sui teatri di guerra
sociale.

Mi stai rendendo di nuovo oscuro,
stai erigendo il muro invisibile
il salice amaro della paura.

IV

Bellissimo è per me solo il tuo volto,
il volo dello sguardo che insegue
il mulinello delle foglie oltre il
cancello col castagno sfiorito.

Se l’eterno non diviene
non è eterno. Sarebbe un mare di noia.
Dopo l’inverno mi piace aspettare
l’estate. Figurati il delirio…

Quale vita vorresti per essere
vivo? Quali impegni? T’inquieta il quadro
dei risultati, senza neanche averli
raccolti, mappati.

Il mio nome è anche il suo contrario,
un treno fuori orario che sopporta
ansioso lo squilibrio
tra l’essere e l’apparire
tra lo stare e il morire.

V

Noi ci curiamo
con un’allegria tutta nostra,
un’allegria segreta
che si legge tra le righe.
Il colore del mare
è quello del nostro futuro
saremo vapore d’azzurro
nella sfera più alta
del cielo.

Bastano a volte cinque minuti
per mantenere vivo il contatto,
il volto devi soltanto immaginarlo,
la fretta l’ansia il sorriso.

Febbraio 2025

10

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *