La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Carla Malerba

Nella meraviglia del silenzio

Nella meraviglia del silenzio
aggirarsi al buio
sfiorare muri ed angoli
solitamente familiari
mentre i riverberi
del modem investono
le pupille le accecano quasi.
La solitudine dell’anima si allarga
eppure è solitudine compagna.
Saremo soli nella nebbia e nel sole
in questo percorso vano e breve
che è il nostro vagare
sulla terra
anch’essa come noi
metà ombra e metà luce.
Andremo
dove i fiumi si saranno essiccati
e di essi i rigagnoli soltanto
scorreranno lenti
o altrove dove le acque ritirate
si innalzeranno improvvise
con moti violenti.
E sempre il plenilunio
ci guarderà irridente.
Noi saremo bacche e polvere di tigli
corteccia resina fiore
che dal nostro cuore spento
bucherà la pietra sepolcrale
fino a trovare la gloria della luce.

Forse è proprio la notte ad ispirare versi e pensieri sulla attuale condizione di un’umanità sconvolta da istanze egoistiche in cui quelle spirituali faticano a trovare posto. La riflessione indotta dalla poesia diviene necessaria per attuare un processo ricostitutivo di quei valori essenziali che devono tornare ad essere un vademecum per le generazioni future.
“Sarà proprio il flusso poetico a riscattare la negatività e a considerare le situazioni nella loro impegnativa e a volte dolorosa complessità “si legge nella postfazione della raccolta da cui è tratta la poesia che ho scelto.
Nell’ultima parte del componimento l’immagine predittiva di un mondo ormai sconvolto dall’avvicendarsi di eventi non più controllabili segna l’anelito delle coscienze che, nonostante tutto, coltivano speranze salvifiche di una vita altra, da consegnare al divenire delle cose.

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