I risvolti iniziali riproducono un ammiccante monoscopio televisivo; poi una pagina interamente porpora ed un’altra tutta bianca, con il titolo del fumetto: George Sprott 1894-1975; poi ancora due pagine bianche, nella seconda, in basso, un uomo anziano, voluminoso, un po’ curvo, con cappello e borsa, disegnato di spalle; ed ecco, sotto un cielo stellato, due moderni palazzi, sormontati da lettere cubitali che riportano nuovamente quel nome e quel cognome, George Sprott; e tornano anche, una per pagina, le due date; segue un vignettone a mo’ di fotografia, con tanti personaggi in posa, sorridenti, la dicitura recita: “Le stelle della CKCK, 1966”, e i loro nomi ci sono tutti; quindi una fitta griglia di piccole vignette (la prima contiene un annuncio: “George è nato”), ed in ognuna di esse fluttuano il testone o il corpo del protagonista, da infante e da anziano, mentre il narratore si pone alcuni quesiti non banali, che restano senza risposta; poi una pagina in cui vediamo Sprott al lavoro negli studi televisivi, durante un intervista; e, finalmente, appare il frontespizio, che ribadisce il titolo del fumetto precisando: “Un racconto per immagini di Seth”.
Racconto che procede sulla falsariga delle pagine premesse alla storia: chi sfoglia il volume non sa, non può immaginare cosa lo aspetta nella pagina seguente, se una serie di vignette scritte e disegnate, ricche di dettagli, o pagine dove campeggia un solo colore o un solo grande disegno, o paginoni ripiegati che si aprono a ventaglio svelando tante piccole vignette solo scritte o solo disegnate. Lo stile è raffinato e semplice al tempo stesso, l’andamento è debitamente ondivago perché siamo esploratori guidati su un terreno incerto e contradditorio: quello del Ricordo. La vita dell’uomo qualunque George Sprott, che ha vissuto il suo quarto d’ora di celebrità ideando e conducendo una trasmissione televisiva in onda su un canale locale, “Splendori boreali”, dedicata alle terre artiche – siamo in Canada, patria di Seth, al secolo Gregory Gallant –, questa vita che il narratore ammette di non conoscere bene, “le notizie in mio possesso sono piene di lacune”, questa vita sobbalza davanti ai nostri occhi variando a seconda delle testimonianze (di cui peraltro lo stesso narratore dubita): per Mister Horripilant, vecchio collega della TV, Sprott era un conduttore noioso e sovrappeso che “a volte aveva un tono un po’ dolente… se non malinconico”; per la nipote, che lo ha assistito negli ultimi anni, “aveva alcune qualità di quei paesaggi artici che amava tanto… ampio, distante, difficile da afferrare”; per la moglie, che lo amava senza essere ricambiata, “allontanava i problemi… sperava che non vedendoli sarebbero scomparsi”. Testimonianze, tra le altre, tutte attendibili; ed al contempo tutte ingannevoli. Guizza, il ricordo, in ogni direzione, la figlia illegittima, la spettatrice affezionata, il collezionista fanatico, dicono la loro, non si tirano indietro e giungono a comporre un ritratto incompleto ma autentico; ritratto che il narratore, stavolta onnisciente, porta a conclusione raccontando la fine di Sprott, i suoi ultimi istanti, la fitta al petto, improvvisa, la perdita dei sensi, quel “corteo di spettri” che gli passa davanti, formato dalle donne della sua vita, le ultime parole pronunciate: “Helen, i piedi… non trovo il pavimento…”.
Rispettando i tempi e i modi del Ricordo, le sue menzogne a volte volontarie a volte involontarie, le sue verità appassionate che tendono a ricostruire fin nei particolari realtà diverse e incompatibili, Seth delinea, in equilibrio tra disegno e scrittura – ma alcune pagine sono occupate per intero da modellini di palazzi d’epoca, veri e propri ricordi solidificati –, la vita immaginaria di un individuo le cui tracce, di là dalla sua piccola fama e dai suoi incerti valori, non accennano a sparire.
Si chiude, il fumetto, con la scritta “Fine” racchiusa in un’aureola con raggi, cui seguono due pagine di vignette dedicate alla diffusione dei programmi in onda, “A nome del canale auguriamo a tutti la buona notte”, per giungere quindi ai risvolti conclusivi, attraversati da quelle strisce di colore che certificano la qualità delle trasmissioni.
Seth, George Sprott 1894-1975, Coconino Press-Fandango


