Il 25 agosto del 1944 Parigi veniva liberata dai nazisti, grazie all’azione congiunta dei partigiani francesi – tra cui si impose la figura guida del generale Charles De Gaulle – e degli Alleati. La sua liberazione simboleggò l’irrimediabile sconfitta tedesca sul fronte europeo occidentale, mentre su quello orientale le truppe tedesche arrancavano di giorno in giorno di fronte all’avanzata sovietica.
La Resistenza francese, al contrario di quella italiana, ebbe un suo impareggiabile cantore in versi: Paul Eluard (Saint-Denis, 1895 – Charenton-le-Pont, 1952). Poeta sensibilissimo e inquieto, tra i maggiori esponenti del movimento surrealista, Eluard aveva aderito alle idee comuniste, in un sogno politico di parità sociale che eliminasse le discriminazioni. Durante la seconda guerra mondiale, queste rivendicazioni si accompagnarono alle esigenze di libertà dall’occupazione tedesca e di autodeterminazione.
Due anni fa Passigli – editore meritorio per la costante e alta qualità delle sue pubblicazioni – pubblicò Poesia e verità 1942 del poeta francese, a cura di Fabio Scotto. Un volume che è bene rileggere in quest’agosto per molti sfaccendato, ricordando chi si è messo in gioco rischiando la reputazione e la vita.
Spicca in questa raccolta la poesia più celebre: Libertà. Nata come poesia d’amore, Libertà si dispiega in una lunga serie di quartine, che ripetono come quarto verso: “Scrivo il tuo nome”. Scorre luoghi del tempo, della memoria e dell’innocenza, del presente e del futuro che verrà: “Su la schiuma delle nuvole / sui sudori d’uragano / su la pioggia spessa e smorta / scrivo il tuo nome // Su le forme scintillanti / le campane dei colori / su la verità fisica / scrivo il tuo nome // Su i sentieri risvegliati / su le strade dispiegate / su le piazze che dilagano / scrivo il tuo nome”. Fu diffusa in migliaia di copie clandestinamente ai francesi: e aiutò, con i suoi versi, a non cedere e ad affermare un sogno vitale.
E se rileggessimo… di Enrico Grandesso. Poesia e verità, di Paul Eluard
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