
di Giulio Bruno
L’omelia del cardinale decano Thomas Lawrence e la questione del rapporto fede – dubbio.
Il cardinale decano, attraversato da una profonda crisi di fiducia nella preghiera che lo ha in precedenza portato a rassegnare le dimissioni (non accettate dal papa ora defunto), preferisce non essere votato. Egli esprime, prima dell’inizio delle votazioni, la sua avversione per le certezze granitiche. Sono le parole pronunciate durante l’omelia a sviluppare in modo inatteso il tema del rapporto fede – dubbio: “Lasciatemi parlare con il cuore per un momento. San Paolo disse: Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Per lavorare insieme, per crescere insieme, dobbiamo essere tolleranti, nessuna persona o fazione deve cercare di dominare l’altra. […] Paolo ci ricorda che il dono di Dio alla Chiesa è la sua varietà, questa diversità di persone e di opinioni che dà alla Chiesa la sua forza. E nel corso di tanti anni di servizio alla nostra madre, la Chiesa, c’è un peccato che ho imparato a temere più di tutti gli altri: la certezza. […] La certezza è la grande nemica dell’unità. La certezza è la nemica mortale della tolleranza. […] La nostra fede è una cosa viva proprio perché cammina mano nella mano con il dubbio. Se ci fosse solo certezza e nessun dubbio, non ci sarebbe mistero e, quindi, nessun bisogno di fede. Preghiamo affinché Dio ci conceda un papa che pecca e chiede perdono… e va avanti”.
Come lo stesso padre Raymond J. de Souza ha evidenziato, l’omelia del cardinale Lawrence anticipa quanto Papa Francesco ha scritto sulla certezza nella sua autobiografia Spera, pubblicata nel gennaio 2025, pochi mesi prima della sua morte. Papa Francesco racconta di un giovane che gli chiese cosa dovesse dire ad alcuni amici agnostici per farli diventare cristiani. Ne trascriviamo il brano citato, ampliandolo e traendolo direttamente dall’originale in lingua italiana: “Nulla, ho detto. L’ultima cosa che tu devi fare è parlare. Prima devi fare […]. Nella testimonianza di una vita, la parola viene dopo, è conseguenza. Lasciare anche spazio al dubbio, pure questa è una chiave importante. Se una persona dice di aver incontrato Dio con certezza totale, allora non va bene. Se uno ha risposte a tutte le domande, questa è la prova che Dio non è con lui. Vuol dire che è un falso profeta, che strumentalizza la religione qualcuno che sfrutta la religione, che la usa per se stesso. Le grandi guide del popolo di Dio, come Mosè, lasciavano sempre spazio al dubbio. Bisogna essere umili, lasciare spazio al Signore.”
Quanto agli intrighi, agli imbarazzanti segreti e alla lotta a tratti spietata per il potere (“Ma questa ‘è’ una guerra”, dice con voce sostenuta Bellini al decano Lawrence), situazioni comuni a tutti gli uomini e certo non solo ai componenti il collegio cardinalizio, non può dirsi che il film sveli aspetti sorprendenti delle dinamiche interne alla comunità dei porporati: lo stesso Papa Francesco – e anche questo è rammentato da padre de Souza – è stato sempre molto diffidente nei riguardi dell’establishment clericale, cui non ha risparmiato frequenti invettive. Non a caso abbiamo citato de Souza: sua è l’affermazione che riassume plasticamente il nodo della questione teologica in Conclave: “Il genio teatrale del discorso sul “peccato della certezza” è che ha unito due opposti: un ufficio che esiste per l’ortodossia deve essere ricoperto da un uomo che dubita.”. Censura, questa, invero anch’essa teatrale e non suffragata, come vorrebbe l’autore, da un’affermazione di Papa Benedetto XVI, tratta dalla lettera enciclica del 2009 Caritas in Veritate del Pontefice: “difendere la verità, proporla con umiltà e convinzione e testimoniarla nella vita sono quindi forme esigenti e indispensabili di carità” (pag. 1). ‘Ortodossia’ è ‘accettazione completa della dottrina rivelata da Cristo e insegnata dal magistero della Chiesa romana’ (enc. Treccani). Quella completezza viene esclusa dal dissenso stabile e convinto (convìncere: dal lat. convinc?re, comp. di con– e vinc?re «vincere» [Treccani]) su singoli aspetti della retta dottrina, non dal dubbio. Che, secondo la dottrina prevalente della Chiesa, è un momento di crescita nel percorso di fede ed occasione di approfondimento e miglioramento personale, e non il vulnus inflitto ad una presunta immunità della fede dal dubbio. È d’uopo citare, in proposito, un interessante brano di Michael Paul Gallagher: “In un libro-intervista pubblicato nel 2000, Ratzinger ha affermato che, finché sarà pellegrina in questa vita, la fede farà esperienza di momenti di fragilità. Perfino un papa, ha osservato, soffre a causa delle difficoltà e dell’oscurità. «La fede rimane un cammino», mai una comoda ideologia, ma può maturare affrontando «la forza opprimente dell’incredulità»”[1].
Il citato passo della Caritas in Veritate, inoltre, non è decisivo. Anzi, è fuorviante. Poche righe prima, Benedetto XVI ha scritto: “L’amore – «caritas» – è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. È una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta”. E, dopo, scrive che “La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale” (pag. 2) e che “Verità è fiducia e amore per il vero” (pag. 3). Nel cristianesimo, il rapporto tra fede e verità è complesso. Detto in sintesi, verità è sia l’insieme di verità rivelate, sia la persona di Gesù Cristo (Egli è considerato “la via, la verità e la vita” [Giovanni 14,6]). La fede è la risposta dell’uomo alla verità rivelata da Dio, è un atto di fiducia in Dio, che implica l’accettazione delle sue verità. Si ritorna così al discorso, di cui sopra, sul significato di accettazione completa della dottrina rivelata. Ma è ’’Introduzione al cristianesimo. Lezioni sul Simbolo Apostolico’, pubblicato nel 1968 dal Prof. Joseph Ratzinger, lo scritto che contiene le riflessioni del futuro Papa Benedetto XVI sulla fede, fondate sulla ineludibilità del dubbio sia per i credenti, sia per i non credenti. Così, per esempio, si esprime il Papa: “allo stesso modo in cui il credente ha la netta consapevolezza di esser continuamente minacciato dall’incredulità, che è costretto a subire come perenne tentazione, così la fede resta per l’incredulo una continua minaccia e tentazione incombente sul suo mondo apparentemente sempre chiuso. In una parola: non si sfugge al dilemma dell’essere uomini”. Il dubbio fa parte della fede, circostanza che il cardinale John Henry Newman (1801 – 1890), da Ratzinger molto ammirato, espresse in modo efficace in una sua celebre frase: “Mille dubbi non fanno una mancanza di fede”.
Ha osservato acutamente Krzysztof Charamsa: “Egli (Ratzinger) traccia il sottile spazio esistenziale della fede e del dubbio: il credente è tentato dal dubbio (“forse non è vero?”), ma anche l’incredulo è tentato dalla fede (“forse è vero?”)[2]. Ora, Ratzinger, da vero credente, nel fare teologia parte non dal dubbio, ma dalla fede. In altri termini, egli non ammette il dubbio come punto di partenza, ma esclusivamente il dato di fede.”[3] Non diversamente da Ratzinger, il cardinale Lawrence della finzione filmica parla come uomo di fede. Ma si tratta dell’uomo di fede che sta patendo la sofferenza di quel “dilemma dell’essere uomini”, perché in lui si è acutizzato quel “forse non è vero?” che è la tentazione del credente.
[1] Michael Paul Gallagher, (1939-2015), gesuita irlandese, ha vissuto per più di vent’anni a Roma, dove è stato Rettore del Collegio Bellarmino e ha insegnato Teologia fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana, ‘Joseph Ratzinger: il Dio dal volto umano’, https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6520:joseph-ratzinger-il-dio-dal-volto-umano&catid=169&Itemid=101 .
[2] ‘Introduzione al cristianesimo’, pagg.11-18 (nota esistente nel documento di Krzysztof Charamsa).
[3] Krzysztof Charamsa, presbitero e teologo polacco, già segretario aggiunto della Commissione teologica internazionale presso la Congregazione per la dottrina della fede ‘l’introduzione al cristianesimo di Joseph Ratzinger nel panorama delle opere introduttive al mistero del cristianesimo’, https://www.academia.edu/11850946/Lintroduzione_al_cristianesimo_di_Joseph_Ratzinger?auto=download.
