La scuola di Serena Bedini 9. Contro la noia

Da cosa nasce un’opera letteraria?
Nasce dall’interesse. Esso può avere origini diverse: riflessione sulla realtà, curiosità, divertimento, approfondimento e studio, sofferenza, piacere. Tutto questo produce interesse e spinge l’autore a scrivere, lo motiva, lo induce tutti i giorni a svegliarsi consapevole di dover concludere il lavoro iniziato e lo investe di un onere che si traduce in una vasta gamma di sensazioni mai e in nessun modo riconducibili alla noia. Chi scrive, non si annoia. Non può perché se si annoiasse, smetterebbe di scrivere. La scrittura si basa sull’impegno e sul coinvolgimento, sul fare tenendo ben impegnate la mente, l’anima e il cuore, senza nessun tipo di distacco tra di essi.
La noia nasce invece dal disinteresse, dalla freddezza, dall’incapacità di abbandonarsi al piacere della narrazione. Chi scrive, avvertendo il peso di scrivere più del piacere di farlo, può smettere all’istante: anche quando arrivasse a terminare l’opera, non riuscirebbe a trovare alcun tipo di lettori interessati a leggerla. Le emozioni che ci accompagnano infatti in fase di composizione saranno quelle che trasmetteremo al lettore a opera terminata perché da esse scaturiscono la scelta dei termini, delle figure retoriche, del ritmo e dello stile.
Portare avanti un romanzo o un racconto con stanchezza, senso di pesantezza e noia non permetterà né di ottenere quella catarsi di cui parleremo più avanti né di creare un’opera letterariamente valida.

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