Temo che buona parte dei nostri tentativi di preghiera si fermino al “psicologico” e che, quindi, quasi nemmeno sfiorino la vera preghiera. per fortuna la preghiera è imparare a ricevere e a riceversi – quando la smettiamo di “costruire” e “difenderci”.

Camminare, insieme, scrivere pagine del proprio cuore respirando Amore, mettere a nudo se stessi davanti ai Suoi occhi.
L’Incontro: senza, un labirinto senza via d’uscita.
Perché io non ti faccia schermo con me stesso
non Ti dia noia mentre fai solitari di stelle
non giustifichi la sofferenza – che resti come una rupe di silenzio
non passeggi per la Bibbia come un pavone dal collo verde
non conti i peccati più leggeri della neve
non ami a lungo e senza convinzione
non mi torca le mani sull’occhio della Provvidenza –
perché il mio cuore non zoppichi come una ruota storta
perché l’acqua santa non mi dia alla testa
perché non bruci il peccatore per il suo bene
perché non calpesti chi è rimasto a mezza strada
tra l’incredulità e il calore
perché non sbraiti nel sonno
e sappia sempre che persino il più gran santo è trasportato
come un fuscello dalla formica delle fede
JAN TWARDOWSKI