POESIA E POLITICA.38. Giovanni Nuscis

Vedervi così inermi e confusi

appena fuori dal perimetro

dei vostri bisogni primari.

 

Pur sapendovi capaci

di cose buone, che basterebbe

un po‘ di tempo e di organizzazione.

 

Davvero poco ci vorrebbe

per vivere meglio, tutti,

né sfruttati, né costretti

a fare o a non fare, come

animali ammaestrati ballare

sul tavolo appartato della storia.

 

I vostri soldi usati dai governi

per dare armi ad altri popoli

non solo per difendersi;

per costruire opere non utili,

punendo chi controlla e chi protesta.

 

Per non dire dei morti, e dei poveri.

 

I vostri soldi presi promettendo

di curarvi e aiutarvi, di costruire strade,

treni, ciò che serve realmente.

Spesi invece per mantenere privilegi

tassando a malapena la ricchezza,

elargendo all’ampia schiera degli amici.

 

Vedervi così inermi da non sapere

che hanno sbarrato il Parlamento

e le Assemblee perché nessuno entri

e decida al di fuori dei soliti partiti,

coi loro figuranti piazzati lì

mai per caso; personaggi

resi persino simpatici dai media

padronali e gossippari.

 

Vedervi così inermi

da dover accettare ogni ingiustizia

senza che nessuno

rimuova i responsabili,

nemmeno un’inchiesta giudiziaria

una condanna irrevocabile.

 

Vedervi così inermi intanto

che il tempo passa e nessuno

sembra voler fare

proteste clamorose

riforme radicali

quanto meno rivoluzioni.

 

Nessuno che riesca

a rendere il potere

piu’ umano, trasparente, dialogante

a garantire un più equo

bilanciamento di interessi

prima che si determini.

 

Chi potrebbe cambiare le cose

invece le accetta, ne gode in silenzio

i vantaggi come negli stati feudali:

ciò che a tutti è negato,

ad alcuni è concesso.

 

Si aspetta come sempre che sia altro

a cambiare le cose al vostro posto:

un cataclisma, una guerra. Il dolore

unico comune denominatore;

per una manciata di anni, almeno

riunire di nuovo nel bene le idee, le forze.

 

6 pensieri su “POESIA E POLITICA.38. Giovanni Nuscis

  1. Giorgio Stella

    Gentile amico sempre leggo le sue poesie in questo blog. Mi ero ripromesso di nn risponderle ma è più forte di me… Lei nn crede che nel fiore del giardino americano possa nascere il seme di una costituzione populista che la rappresenterebbe in un ulteriore guerra, nel periodo della guerra medesima? Buon fine anno e un abbraccio!

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    1. Giovanni Nuscis

      La recente vittoria di Mamdani a sindaco di New York fa ben sperare. E fanno ben sperare le numerose proteste, negli Usa, contro il sostegno incondizionato di Trump e predecessori alla politica genocida del governo Netanyahu (che non si ferma non ostante il recente trattato di pace) e contro l'”interventismo” degli Usa fuori da ogni regola internazionale (da ultimo, il sequestro di navi venezuelane).
      Le costituzioni, coi loro alti principi, così come gli ordinamenti giuridici interni, dovrebbero sempre non solo ispirare le comunita’, ma rappresentarle democraticamente im tutte le loro componenti sociali, cosa che in Italia non avviene, per effetto di leggi elettorali che impediscono a un numero rilevante di cittadini di essere rappresentati in Parlamento e nei consigli regionali e comunali, attraverso soglie di sbarramento create col pretesto della governabilità, ma che in realtà fanno morire nella culla forze politiche nuove, magari portatrici di nuove idee e di forza vitale.
      Vi è dunque spesso un evidente scollamento tra le scelte dei governi e la volontà e gli interessi reali dell’intera popolazione.

      L’auspicio è che il “seme” di cui parla sia quello di una democrazia che dia realmente voce e incidenza politica a tutte le popolazioni, senza svilirle, come avviene un po’ ovunque, a soggetti passivi ed emarginati.

      Buon 2026, e un abbraccio!

  2. Gianfranco Chironi

    Oltre la metafisica e l’io, un lucido, compassionevole sguardo sul mondo. Da cio’ trae origine una sofferta poesia. Che tenta di svegliare le coscienze, che urla.

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