
Vedervi così inermi e confusi
appena fuori dal perimetro
dei vostri bisogni primari.
Pur sapendovi capaci
di cose buone, che basterebbe
un po‘ di tempo e di organizzazione.
Davvero poco ci vorrebbe
per vivere meglio, tutti,
né sfruttati, né costretti
a fare o a non fare, come
animali ammaestrati ballare
sul tavolo appartato della storia.
I vostri soldi usati dai governi
per dare armi ad altri popoli
non solo per difendersi;
per costruire opere non utili,
punendo chi controlla e chi protesta.
Per non dire dei morti, e dei poveri.
I vostri soldi presi promettendo
di curarvi e aiutarvi, di costruire strade,
treni, ciò che serve realmente.
Spesi invece per mantenere privilegi
tassando a malapena la ricchezza,
elargendo all’ampia schiera degli amici.
Vedervi così inermi da non sapere
che hanno sbarrato il Parlamento
e le Assemblee perché nessuno entri
e decida al di fuori dei soliti partiti,
coi loro figuranti piazzati lì
mai per caso; personaggi
resi persino simpatici dai media
padronali e gossippari.
Vedervi così inermi
da dover accettare ogni ingiustizia
senza che nessuno
rimuova i responsabili,
nemmeno un’inchiesta giudiziaria
una condanna irrevocabile.
Vedervi così inermi intanto
che il tempo passa e nessuno
sembra voler fare
proteste clamorose
riforme radicali
quanto meno rivoluzioni.
Nessuno che riesca
a rendere il potere
piu’ umano, trasparente, dialogante
a garantire un più equo
bilanciamento di interessi
prima che si determini.
Chi potrebbe cambiare le cose
invece le accetta, ne gode in silenzio
i vantaggi come negli stati feudali:
ciò che a tutti è negato,
ad alcuni è concesso.
Si aspetta come sempre che sia altro
a cambiare le cose al vostro posto:
un cataclisma, una guerra. Il dolore
unico comune denominatore;
per una manciata di anni, almeno
riunire di nuovo nel bene le idee, le forze.

Gentile amico sempre leggo le sue poesie in questo blog. Mi ero ripromesso di nn risponderle ma è più forte di me… Lei nn crede che nel fiore del giardino americano possa nascere il seme di una costituzione populista che la rappresenterebbe in un ulteriore guerra, nel periodo della guerra medesima? Buon fine anno e un abbraccio!
La recente vittoria di Mamdani a sindaco di New York fa ben sperare. E fanno ben sperare le numerose proteste, negli Usa, contro il sostegno incondizionato di Trump e predecessori alla politica genocida del governo Netanyahu (che non si ferma non ostante il recente trattato di pace) e contro l'”interventismo” degli Usa fuori da ogni regola internazionale (da ultimo, il sequestro di navi venezuelane).
Le costituzioni, coi loro alti principi, così come gli ordinamenti giuridici interni, dovrebbero sempre non solo ispirare le comunita’, ma rappresentarle democraticamente im tutte le loro componenti sociali, cosa che in Italia non avviene, per effetto di leggi elettorali che impediscono a un numero rilevante di cittadini di essere rappresentati in Parlamento e nei consigli regionali e comunali, attraverso soglie di sbarramento create col pretesto della governabilità, ma che in realtà fanno morire nella culla forze politiche nuove, magari portatrici di nuove idee e di forza vitale.
Vi è dunque spesso un evidente scollamento tra le scelte dei governi e la volontà e gli interessi reali dell’intera popolazione.
L’auspicio è che il “seme” di cui parla sia quello di una democrazia che dia realmente voce e incidenza politica a tutte le popolazioni, senza svilirle, come avviene un po’ ovunque, a soggetti passivi ed emarginati.
Buon 2026, e un abbraccio!
‘per una manciata di anni’ afferma Lei.
Almeno!
Oltre la metafisica e l’io, un lucido, compassionevole sguardo sul mondo. Da cio’ trae origine una sofferta poesia. Che tenta di svegliare le coscienze, che urla.
Grazie caro Gianfranco, un abbraccio!