A volte capita di cominciare a scrivere avendo ben chiara in mente una trama, ma nel corso dell’opera la storia prende una direzione inaspettata: un dialogo assume un significato che inizialmente non credevamo, un personaggio acquisisce maggiore peso in confronto a quello che avevamo ipotizzato inizialmente, un colpo di scena che ci viene all’improvviso in mente ci appare un’ottima idea e decidiamo dunque di seguirla. Cosa è successo? Il piacere di scrivere ha preso il sopravvento, la fantasia ha iniziato a scorrere fluida e noi siamo incapaci di non abbandonarsi a quel flusso. È un errore? No, perché lascia spazio al divertimento e alla libertà creativa e sarebbe sbagliato attenersi rigidamente alla trama che avevamo predeterminato in quanto sarebbe un freno alla nostra inventiva. Tuttavia occorre comunque attenersi a un filo logico: il rischio in questi casi è infatti quello di perdere di vista la coerenza della storia e l’intensità della trama. Una buona idea è procedere nel senso che inaspettatamente la nostra mente adesso ci prospetta ma tenendosi in allerta per “rideterminare” la rotta da seguire. Come? Ebbene, occorre leggere e rileggere quanto si è scritto ogni volta che ci disponiamo a proseguire la storia. La lettura e la rilettura consentono di vedere eventuali incongruenze, alimentare di nuove idee la nostra fantasia ma anche procedere con un minimo di controllo cosicché sia possibile arrivare comunque a concludere la nostra storia senza il rischio di deragliare completamente o lasciarla a metà.
La scuola di Serena Bedini. Quando la storia prende una direzione diversa
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