Mi chiedono di esprimere un parere sulla vicenda di don Alberto Ravagnani, ma ritengo che l’unica reazione sensata sia quella di tirarsi fuori da questo chiacchiericcio. Non sappiamo nulla del cuore di una persona. L’equivoco dei social consiste nel mettere di fronte agli altri una maschera spacciata per verità. È un gioco pericoloso, che può causare la perdita dell’orientamento esistenziale. Una proposta costruttiva potrebbe essere quella di guarire da una dipendenza che non porta buoni frutti, a giudicare da ciò che c’è in giro. Mi viene in mente l’incontro di Elia con Dio: il profeta non lo trova nel vento impetuoso, nel terremoto, nel fuoco, ma in una “qol demama daqqa”, una voce di silenzio sottile. Oggi, forse, l’autore avrebbe scritto che Dio non si incontra su Facebook, su Instagram, su X, ma in una sana astinenza dai social.


Elia, che incontra Dio nel silenzio, è diventato l’archetipo di chi desidera entrare in una relazione intima e autentica con Dio. L’inflazione delle parole, senza dubbio, non aiuta a sintonizzarsi sulla Parola.
Il clamore di questa vicenda, piuttosto che indurre al giudizio, dovrebbe rammentare che, come scrive Giovanni della Croce, “Una parola pronunciò il Padre, che fu suo Figlio, ed essa parla sempre in eterno silenzio; in silenzio deve essere udita dall’anima”.
Consacrato nel 1988….nel 1989,un anno dopo l’ordinazione, ricevuta da S.Em.card.Carlo Maria Martini , dismette la tonaca e….(ometto nome e cognome per non contribuire al gossip)!
Nessuna lapidazione,nessuna condanna,…domande?quelle di circostanza,…a differenza delle risposte!!! Esaustive,…che avrebbero fatto passare per buona pure “la vendita dell’anima al diavolo!…si fa per dire!!!
Oggi?…potevamo pensare di essere indifferenti,…impermeabili al
“sistema social”?…
Lasciamo “parlare” i social,…girano una marea di “leoni da tastiera”!…che sono pure peggio degli antichi
“tuttologi cani sciolti” dei vecchi tempi!
Che dire?…io no comment;..ma……
……….forse
“perseverare autem diabolicum”?!?!
…o no?…
“Non badare al suo aspetto né all’altezza della sua statura, poiché io l’ho rifiutato, perché l’Eterno non vede come vede l’uomo; l’uomo infatti guarda all’apparenza, ma l’Eterno guarda al cuore” (1Samuele 16:7).