In memoria di Plinio Perilli


di Anna Maria Curci

Con sgomento ho appreso la notizia della morte di Plinio Perilli, poeta, critico, amico. Al profondo dolore si affianca un sentimento di altrettanto profonda riconoscenza per la sua parola chiara e pensosa, entusiasta e brillante. Studio e amore, due risorse straordinarie della “passione-poesia”, sono state sempre compagne di Plinio in ciascuna delle molteplici manifestazioni del suo ingegno e della sua creatività: nella redazione di scritti di critica, sia letteraria, sia cinematografica, sia sulle arti figurative, nell’introduzione alla lettura di opere poetiche di altre autrici, di altri autori, nella stesura delle proprie opere poetiche, sempre di ampio respiro e di sapiente dettato.

La stessa passione, la stessa precisione, la stessa ampiezza di tematiche e di toni, la curiosità, l’entusiasmo, hanno illuminato sia i suoi interventi su singole opere o su singole voci – memorabili i pomeriggi al Villaggio Cultura Pentatonic, durante i quali le sue relazioni si trasformavano puntualmente in un viaggio emozionante nella storia della ricezione poetica e dell’editoria letteraria, mentre mostrava o citava a memoria volumi nuovi e antichi – sia le conversazioni di carattere privato, che tuttavia non tralasciavano mai di comprendere l’umano nella Storia. Non dimenticherò mai un viaggio estivo di andata e ritorno in auto per e da Accettura, in Basilicata, quando ci trovammo a condividere il compito di giurati del Premio Letterario “L’albero di rose”. Furono ore di conversazione ininterrotta, accompagnata dal suo sorriso, dalle sue osservazioni, sempre argute, mai malevole, in un equilibrio esemplare di leggerezza e profondità.

Mi sono interrogata su quell’equilibrio esemplare, nel quale scorgo un connubio straordinario della francescana “perfetta letizia” e di quella che Cristina Campo, nel saggio Con lievi mani (un passaggio dal libretto scritto da Hugo von Hofmannsthal per l’opera Der Rosenkavalier, Il cavaliere della rosa), chiamava “sprezzatura”. Da quella domanda sono nati questi versi:

 

Per Plinio Perilli

Ché conoscevi, tu,

la perfetta letizia

e la seguivi, Plinio.

 

Di quel sorriso imparavo il mistero

il suo ritmo aggraziato

il passo lieve tra motti fioriti.

 

Mi venne incontro il nome “sprezzatura” –

Cristina Campo l’aveva esplorato –

per cogliere il tuo spirito gentile.

 

Ora mi sembra di udire la tua voce

che cita i versi dal Rosenkavalier:

“con lieve cuore e lievi mani”. Grazie

 

 

 

 

 

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