“Strada facendo”
(David Hockney)
«In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». [Mt 9,36-10,8]
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“Strada facendo” accendete i colori. “Stada facendo” non lasciate che il grigiore si impadronisca di voi e della realtà che vi circonda. “Strada facendo”, portate guarigione da ogni infermità.
Perché “il Regno dei cieli è vicino”.
Di fronte alla gente, Gesù si commuove. Non è la semplice compassione di chi guarda dall’alto e dall’esterno una situazione di disagio. Il verbo usato da Matteo (splanchnìzomai) suggerisce una partecipazione più emotiva, viscerale, dal di dentro. Ecco il “Regno vicino”. Non giudizio o dominio organizzativo. Non trionfalismo e delirio di onnipotenza. “Strada facendo”…
La mèsse non si raccoglie standole lontano. L’operaio deve andare dentro la mèsse, con la mèsse. Non basta neanche andare “fra” la mèsse, perché questo sarebbe ancora un restarne distinti e separati. Gesù non chiede tanti preti, portatori di ordine costituito, normalizzatori dei desideri. Gesù chiede “operai” che sappiano ridare vita a ciò che è morto (“strada facendo…resuscitate i morti”). Non è cosa da poco. Solo IHWH poteva “dare vita ai morti, guarire i malati, purificare i lebbrosi, scacciare i demoni”.
Adesso, ogni “operaio” può, se si mette sulla stessa strada dei Dodici. Alla comunità viene trasferito un “potere” che è solo divino. Quanti guasti ha provocato la cattiva interpretazione di questo “potere”?
Gesù stabilisce un criterio irrinunciabile: la gratuità.
“Gratuitamennte avete ricevuto, gratuitamente date”.
Gratis vuol dire senza ritorno. Gratis vuol dire “perdita”, “dispendio”, rinuncia ad ogni ritorno, non solo economico, ma anche di immagine o di successo sociale o di affermazione di sé.
La Chiesa nasce povera, non solo di mezzi, ma soprattutto di autocomprensione. I Dodici sono semplicemente “apostoli”, cioè “inviati”. È questa la sola cosa che sanno di se stessi. E anche questa è gratuità. Poi, nei secoli, è stato necessario “definire”, è stato necessario acquisire mezzi e strumenti, correndo il rischio di perdere la gratuità. Ora, forse, è il tempo di restituire alle parole tutta la loro densità.
“I vocaboli quando si fanno
Parola?
…
Quando essi dicono
non significano
non designano” (M. Heidegger, Vorwort)
I poeti sanno trasformare i vocaboli in parole. Anche i profeti lo fanno.
Lo fa ogni donna, ogni uomo, che, passando, riaccende i colori del presente, risuscita il desiderio, restituisce guarigione.
“Gratis”, che bella Parola!

Ridefinire la gratuità in questo periodo in cui tutto ha un costo anche il servizio, il volontariato è estremamente necessario, riprendere..o ricominciare per dare nuovo significato ad una parola che diventa un programma di vita
Le riflessioni di Lucio mi portano a pensare che vale la pena ricordare l’incipit di Giovanni
” In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.”
E proprio grazie alla trasmissione di questo Verbo “Parola” che e gli Apostoli possono farsi, come chiede Gesù, “operai” di Dio e operare “gratuitamente” strada facendo.
Prima , come ricorda Lucio, ” Solo lHWH poteva “dare vita ai morti, guarire i malati, purificare i lebbrosi, scacciare i demoni”.