La qualità della vita

di Emanuele Kraushaar

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C’era da aspettarselo. Novembre è calato come una valanga gelida sulle cose che devo fare. Il riscaldamento si accende alle 6:00 ed io mi alzo un’ora dopo. Ma non basta a scaldare la casa e, dopo la doccia, mentre faccio colazione sento freddo. Archiloco, il mio cane, è un po’ di tempo che rimane a letto, anche dopo che mi sono alzato. E non si affaccia più a vedermi uscire.

Alle 8:00 sono già incastrato nell’Aurelia: guardo gli altri incastrati come me e alzo il volume della radio per cercare di sparire.
E’ un po’ di tempo che per raggiungere Piramide taglio facendo via Induno. E’ un po’ di tempo anche che non passo più al bar dove incontravo Franco.
Quello si è trasferito ad Oslo. E’ lì che si sposerà, che avrà dei figli e che abbellirà la sua casa. Tutte quelle parole sulla politica, sull’Italia e poi è finito in Norvegia…
“Un bel colpo di spugna” penso, fermo al semaforo.
Alla fine là fa molto più freddo e allora non hanno senso quelle storie sulla qualità della vita. Anche qui fa freddo adesso, ma questo novembre finirà. Qui già a marzo si incomincia a stare veramente bene e io riprenderò ad andare a correre a Villa Pamphili. Che l’altr’anno ho conosciuto pure una ragazza niente male e per un po’ di tempo ci siamo frequentati.

(Emanuele Kraushaar, Tic, Atì Editore, Milano 2005)

7 pensieri su “La qualità della vita

  1. lucaariano

    Sempre piacevole leggere questi tuoi passi Emanuele. Mi piace questa tua attenzione per le piccole cose quotidiane di pessimo e di buon gusto, in poche parole: vita! Complimenti.
    Un caro saluto

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  2. fabry2007

    c’è sempre qualcuno che va a Oslo. anch’io, come te, rimango qui, imperterrito.
    ciao, Emanuele.

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  3. emanuelekraushaar

    @ Carla: eh sì era un altro marzo quello… buon w. end anche a te!

    @ Luca: grazie Luca per la tue attente letture.

    @ Fabry: anche io rimango… (invece un mio caro amico l’altr’anno, il primo maggio, ha deciso di partire per le Canarie e un mese dopo era lì e ora è ancora lì). Ciao!

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  4. elena f.

    è un po’ di tempo che…

    tre volte a riassumere i cambiamenti che la vita impone o propone, tre volte per dire i cambiamenti che non ci cambiano perchè noi rimaniamo, sapendo di non poter fuggire da noi stessi, , perchè la qualità della vita possiamo migliorarla solo a partire da questa consapevolezza.
    e poi villa pamphili è stupenda.

    bravo emanuele

    saluto tutti
    elena f

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  5. Francesca Matteoni

    Codesto cane deve essere parente stretto del mio gatto.

    Gettare la spugna: la tentazione è sempre forte… In Norvegia fa freddo ma ci sono le aurore boreali. L’Italia è nel sangue, non c’è niente da fare. Come le piccole speranze che tornano ostinate alla carica, anche al semaforo che io buco sempre perché alle bici la multa ancora non la fanno.

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