Federico García Lorca
Cicala!
3 agosto 1918
[Fuente Vaqueros, Granada]
A María Luisa
Lettura di Luigi Maria Corsanico
da: Federico García Lorca
Tutte le poesie e tutto il teatro
Libro de poemas, Suites, Poema del Cante jondo, Canzoni,
Romancero gitano, Odi, Poeta a New York,
Lamento per Ignacio Sánchez Mejías, Sei poesie galiziane,
Diván del Tamarit, Sonetti, Poesie sparse,
Canti popolari, Teatro
A cura di Claudio Rendina e Elena Clementelli
Edizioni integrali con testo spagnolo delle poesie a fronte
Newton Compton editori
Paco de Lucia
Guajiras de Lucia 1974
~~~~~~~~~
Cicala!
a Maria Luisa
Felice te,
cicala!
che sopra il letto di terra
muori ebbra di luce.
Tu dalle campagne apprendi
il segreto della vita,
ed è rimasto chiuso in te
il racconto della vecchia fata
che sentiva nascer l’erba.
Felice te,
cicala!
che muori sotto il sangue
di un cuore tutto azzurro.
È Dio la luce che discende
e il sole
la breccia per cui filtra.
Felice te,
cicala!
che senti nell’agonia
tutto il peso dell’azzurro.
Tutto ciò che vive passa
per le porte della morte
a testa bassa
e una bianca aria assopita.
Si fa pensiero la parola.
Senza suoni… Tristemente
avvolto nel silenzio
che è il manto della morte.
Ma tu, incantata cicala,
muori in un concerto di suoni
e tra celesti suoni e luci
sei trasfigurata.
Felice te,
cicala!
T’avvolge nel suo manto
quello Spirito Santo,
che è la luce.
Cicala!
Sonora stella
sopra i campi addormentati,
vecchia amica delle rane
e dei neri grilli,
hai sepolcri d’oro tu
tra gli ondeggianti raggi
del sole che dolcemente ti ferisce
nell’ardore dell’Estate,
e il sole porta con sé l’anima tua
per farla luce.
Sia il mio cuore cicala
sopra i divini campi.
Che muoia cantando lentamente
ferito nell’azzurro cielo
e una donna che so,
sul punto di spirare,
lo sparga con le sue mani
nella polvere.
E il mio sangue sopra il campo
sia rosato e dolce limo
ove spingano le zappe
i contadini stanchi.
Felice te,
cicala!
Ti feriscono invisibili le spade
dell’azzurro.
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Federico García Lorca
Cicala!
3 agosto 1918
[Fuente Vaqueros, Granada]
A María Luisa
Lettura di Luigi Maria Corsanico
da: Federico García Lorca
Tutte le poesie e tutto il teatro
Libro de poemas, Suites, Poema del Cante jondo, Canzoni,
Romancero gitano, Odi, Poeta a New York,
Lamento per Ignacio Sánchez Mejías, Sei poesie galiziane,
Diván del Tamarit, Sonetti, Poesie sparse,
Canti popolari, Teatro
A cura di Claudio Rendina e Elena Clementelli
Edizioni integrali con testo spagnolo delle poesie a fronte
Newton Compton editori
Paco de Lucia
Guajiras de Lucia 1974
~~~~~~~~~
Cicala!
a Maria Luisa
Felice te,
cicala!
che sopra il letto di terra
muori ebbra di luce.
Tu dalle campagne apprendi
il segreto della vita,
ed è rimasto chiuso in te
il racconto della vecchia fata
che sentiva nascer l’erba.
Felice te,
cicala!
che muori sotto il sangue
di un cuore tutto azzurro.
È Dio la luce che discende
e il sole
la breccia per cui filtra.
Felice te,
cicala!
che senti nell’agonia
tutto il peso dell’azzurro.
Tutto ciò che vive passa
per le porte della morte
a testa bassa
e una bianca aria assopita.
Si fa pensiero la parola.
Senza suoni… Tristemente
avvolto nel silenzio
che è il manto della morte.
Ma tu, incantata cicala,
muori in un concerto di suoni
e tra celesti suoni e luci
sei trasfigurata.
Felice te,
cicala!
T’avvolge nel suo manto
quello Spirito Santo,
che è la luce.
Cicala!
Sonora stella
sopra i campi addormentati,
vecchia amica delle rane
e dei neri grilli,
hai sepolcri d’oro tu
tra gli ondeggianti raggi
del sole che dolcemente ti ferisce
nell’ardore dell’Estate,
e il sole porta con sé l’anima tua
per farla luce.
Sia il mio cuore cicala
sopra i divini campi.
Che muoia cantando lentamente
ferito nell’azzurro cielo
e una donna che so,
sul punto di spirare,
lo sparga con le sue mani
nella polvere.
E il mio sangue sopra il campo
sia rosato e dolce limo
ove spingano le zappe
i contadini stanchi.
Felice te,
cicala!
Ti feriscono invisibili le spade
dell’azzurro.
https://youtu.be/_n8L6lxUQrI
Felice te,
cicala!
Ti feriscono invisibili le spade
dell’azzurro.
Come cicala il poeta vive cantando, muore cantando.