Attenzione. Questa non è una poesia.

di Stefanie Golisch

Solo per quelli che non sperano, ci è data la speranza.
Walter Benjamin

Ho sempre pensato che bruciare i libri sarebbe stato il torto più grande che si potesse fare ad essi.
Un crimine contro l’uomo e contro i valori culturali che, nonostante tutto, è riuscito a creare nei secoli.
Uno schiaffo agli scrittori e ai suoi lettori, alle idee, ai racconti, alla poesia, alla fantasia e all’immaginazione che (tra molte altre cose!) appartengono all’uomo da sempre.
Nel 1933 i nazisti bruciavano i libri perché avevano paura di essi: paura del libero pensiero, dell’intimo (e quindi incontrollabile) dialogo tra scrittore e lettore che nel miglior caso si può trasformare in una vera e propria storia d’amore…

Il libro, per il regime di allora, era un oggetto molto importante, qualcosa che poteva trasformarsi in un pericolo reale e che, quindi, doveva sparire, bruciare sul rogo, essere eleminato una volta per sempre!
Sono terrificanti le fotografie di questi roghi: la gente che butta i libri nel fuoco, le SA che assistono ridacchiando e incoraggiando il popolo a continuare.
Ma forse, la foto soprastante, è ancora più inquietante, più triste.
Se, giustamente, vi chiedete cosa mostra, ecco la risposta: è la biblioteca di una scuola superiore nel Nord Italia.
Un luogo non-luogo dove il libro non fa più paura a nessuno.
Dove non è più portatore di un’idea.
Di un pensiero che si potrebbe trasformare.
Che potrebbe trasformare l’io o forse il mondo intero…
In questo setting così desolante, il libro è soltanto un oggetto ingombrante, un peso insostenibile per il vecchio scaffale che non lo regge quasi più.
Nemmeno più degno di essere bruciato.
Troppa fatica organizzare l’evento al quale, ad ogni modo, non verrebbe nessuno!
I libri, in questa cosiddetta biblioteca scolastica, sono diventati totalmente inutili. Così stanchi da non riuscire nemmeno più a stare in piedi.

Non so davvero come li posso consolare – e come posso comunicare con coloro che vedono, ma che non ci fanno caso….

3 pensieri su “Attenzione. Questa non è una poesia.

  1. marcello comitini

    Hai ragione. Questo silenzio è più terribile del bruciare libri. Se si bruciano gli autori divengono martiri, abbandonati gli autori non possono che tacere umiliati, e assistono desolati alle SA di triste memoria, che adesso avanzano diffondendo ignoranza.

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  2. sgolisch

    Grazie a tutti quelli che hanno letto questo mio sfogo… avevo proprio bisogno di condivisione, di rendere pubblica questa offesa a quello che amo ( amiamo) di più!

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  3. Giorgio

    E’ lo stesso anche nella mia scuola. E’ la nuova direttiva, smantellare le biblioteche a scuola?

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