E’ vero sono un viandante
e un pendolo di incertezze
sbatte sulla mia testa:
è l’intermittenza di vederti
tra queste trincee consumate
a volgermi contrario all’Incontro.
E’ l’età imperfetta a portarmi
sulla riva come una conchiglia
di poco valore, a sentire le ore
come vecchie streghe
volteggianti nell’aria.
E’ vero sono un perdente,
ma chi vivente morente
sconfigge questa legge
di sconfitti senza l’Incontro.
Ho bisogno di accarezzare
il mio cane e di sentire
la simpatia della vita
per non sentirmi morto.
Non scrivere di sciocchezze
o simili.

Una bella dichiarazione d’intenti, quasi un girotondo, molto musicale. Bravo Immanuel.
hey!
ma io ti sento sempre quando stai per arrivare, lo sai?
e questa volta con una poesia
dolcissima…
non dirmi che il cucciolo è il tuo…
La tua poesia è di una delicatezza estrema.
ciao Emanuele.
Molto dolce, davvero!
Un caro saluto
La poesia ha qualche anno, ma mi è ritornata addosso,
Lillo è lo stesso da sempre, ma con qualche anno in più.
Un caro saluto a tutti
c’è quel senso di in/appartenenza di autori come Walser o il nostro, grande, Sbarbaro – versi di grande dolenza e misura –
“Non scrivere di sciocchezze
o simili.”
se posso: posso sapere a quali sciocchezze pensi o, semplicemente, ti riferisci?
Grazie, Marina
Mi riferivo-riferisco alle parole che precedono i versi finali.
7. emanuelekraushaar:
bene, il cerchio è chiuso.
“Ho bisogno di accarezzare
il mio cane e di sentire
la simpatia della vita
per non sentirmi morto.”
Grazie, Marina
“la simpatia della vita
per non sentirmi morto” è lo stesso contrasto del “vivente morente”.
Versi come “l’intermittenza di vederti tra queste trincee consumate a volgermi contrario all’incontro” producono un susseguirsi di suoni perfetti