Lirico terapia. L’infinito. 2

Interminati spazi, sovrumani silenzi, profondissima quiete. In questi tre aggettivi si coglie il superamento dell’individuo, dell’io. La persona è se stessa quando trova, in sé, qualcosa che la supera. Solo trascendendosi scopre il senso della vita. È il bivio fondamentale, la scelta tra l’egoismo e l’amore. L’egoismo è il ripiegamento sul proprio interesse, che spegne lo spirito; l’amore è la porta aperta su uno scenario infinito, che ci sorprende sempre. È qui la radice della meraviglia, da sempre considerata il presupposto della vera conoscenza. 

Io nel pensier mi fingo. L’immaginazione attiva ha un ruolo fondamentale nella crescita umana e spirituale della persona. Nella meditazione silenziosa coltiviamo immagini di bellezza, bontà e verità, che trascendono la dimensione istintuale e ci consentono l’ingresso nella vera identità. La risposta che cerchiamo, non è mai la prima che si affaccia. Ricordiamo sempre la necessità di “scivolare” su un piano diverso, più profondo.

Ove per poco il cor non si spaura. Se si apre la porta al trascendente, si prova un sentimento di timore: c’è qualcosa che va oltre i controlli e le programmazioni, che non possiamo gestire da soli. Si profila la presenza di una volontà superiore, più sapiente, una guida interiore che può orientarci dove non avevamo previsto.

Vo comparando. Accostare finito e infinito, contingente e trascendente, mortale ed eterno, fa sperimentare la dolcezza ineffabile dell’unione degli opposti, il punto in cui tutto converge, il centro vero della vita. Potremmo dire, con Jung, l’archetipo del Sé. In una certa fase del suo percorso, egli lo ha identifica col Cristo.

5 pensieri su “Lirico terapia. L’infinito. 2

  1. S&R

    L’individuazione del Se’, i simboli, la congiunzione degli opposti…elementi classici di un viaggio tra coscienza e inconscio, in cui è sempre più chiaro il ruolo che il verso poetico può assumere. Grazie!

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  2. ema

    La quiete non e’ frutto di conquista, la ricerca stessa non sarebbe quiete.
    Prima o dopo potrebbe esserci tempesta ma
    la quiete e’ un dono da accogliere qui ed ora.

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  3. PAPI PIO

    il bisogno di fermarsi, di riflettere e, perchè no, di piangere…fare spazio al silenzio…per sentire quella voce, quella vocazione…quella chiamata che ci porta a…

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