(adieu)
E’ disincanto del rintocco, campanario
squarta l’asciutto espianto della lingua –
dentro un paesaggio che lo pasce e nega.
Il debito che non s’estingue, la pingue
larva della catena – una coperta
che la terra tesse.
***
(l’ordine)
“degli anni e dei mondi” – per una convenzione
fissi al tempo, ad un’ostensione della macchia,
sia fuoco d’artificio castellario e, dietro, notte
vuoto mestiere e mistero dell’inganno,
ché sia la detta materia della fuga.

Come sempre versi alti, che si imprimono.
Un caro saluto e complimenti.
l’ordine come materia dettata dalla fuga…interessante!
Buon giorno Enrico
C.
vi ringrazio di cuore per l’attenzione e la stima ,
ciao, enrico