Lirico terapia. Franco Fortini

Per le opere di Isaac Babel

a I. Ehrenburg autore della prefazione.

Se non sapete punire 

se non sapete incenerire 

quella parte di voi 

quella parte di noi

stessi, che è stata muta;

se non sapete dire

perché abbiamo fatto morire 

Babel e gli altri; e chi ha in noi premuta, 

vent’anni, la sua bocca;

non parlate, non scrivete

prefazioni, non dorate 

quei nomi per la pietà.

Lasciateci la nostra verità

imperfetta, umiliata

– tra la Rivoluzione che è passata 

e quella che verrà.

Una poesia di denuncia, questa di Fortini, che colpisce al cuore l’ipocrisia del potere: il quale, come dice Gesù, prima uccide i profeti e poi costruisce loro i sepolcri. Un invito a riflettere sulla volontà di compromettersi e prendere sul serio la vita.

4 pensieri su “Lirico terapia. Franco Fortini

  1. S&R

    Lascia un sapore amaro questa poesia, una scossa al cuore, catapultato nelle vicende terribili del secolo passato, e più in profondità, nel male che alberga nell’animo umano.
    L’invito a prendere sul serio la vita, accende di senso l’ombra che questi versi proiettano.

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  2. ema

    Lode della cattiva considerazione di sé

    La poiana non ha nulla da rimproverarsi.
    Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
    I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
    Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.

    Uno sciacallo autocritico non esiste.
    La locusta, l’alligatore, la trichina e il tafano
    vivono come vivono e ne sono contenti.

    Il cuore dell’orca pesa cento chili,
    ma sotto un altro aspetto è leggero.

    Non c’è nulla di più animale
    della coscienza pulita,
    sul terzo pianeta del Sole.

    W.Szymborska

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