Io non sopporto più la gente, non sopporto più nessuno, gli esseri umani mi danno una sorta di orticaria esistenziale, un prurito all’interno del sangue. E’ anche possibile che io sia diventato sociopatico, oppure no, non sono io che sono diventato sociopatico ma loro, la gente, tutti quanti loro sono diventati sociopatici nei mie confronti, è possibile no!
Cammino rapido, e i miei passi risuonano sull’acciottolato della strada deserta, le mie suole di cuoio delle scarpe a punta di pelle di un qualche rettile abitante di qualche deserto rendono la mia camminata ancora più aggressiva.
I diodi luminosi dell’orologio della farmacia segnano le ore ventuno e trentasette: sono in ritardo di trentasette minuti sull’orario della riunione di redazione alla casa editrice. E io non sono mai in ritardo.
Cammino spedito nella luce arancione dei lampioni del centro storico e le mie scarpe aggressive fanno toc toc toc. Incrocio una ragazza che cammina in modo, se possibile, ancora più aggressivo di me, con lo sguardo che viaggia basso, per capirci all’altezza delle punte dei suoi stivali dal tacco altissimo a stiletto tic tic tic, contro il mio toc toc toc. Mi supera in scioltezza lasciandosi dietro un buon profumo aromatico, qualcosa con agrumi e miele e altro che non riconosco, ma invitante e sensuale.
Mi fermo, guardo la ragazza da dietro, alta e ondeggiante, e dalla tasca della mia giacca marrone scuro estraggo un pacchetto di Gitanes. Apro il pacchetto, estraggo una sigaretta, me la infilo tra le labbra un po’ screpolate, prendo l’accendino, un vecchio Ronson, dall’altra tasca e mi accendo la sigaretta. Rimetto in tasca accendino e pacchetto. Riparto.
Allora, sono sociopatico io o lo sono loro non ha importanza, alla riunione di redazione io non ci vado per niente. Queste riunioni a cinque per decidere quali libri pubblicare e quali no non le sopporto più: se fosse per me io non pubblicherei più niente, non ricordo quand’è stata l’ultima volta che ho letto un manoscritto che valesse qualcosa: la mia sociopatia, se possibile, si sta estendendo anche ai libri, o a quelli che potrebbero diventare tali, e ai loro autori. E gli altri editor hanno gusti discutibili, no, non discutibili, diciamola tutta, hanno gusti orrendi, non capiscono un emerito cazzo di narrativa, come Valeria che l’altra settimana mi passa un manoscritto enorme (qualcosa come settecento pagine) e mi dice:
“Questo è il nuovo Piperno”,
“Perché, uno non basta?” ho domandato io.
“Dai, leggilo, e poi mi dirai” ha detto Valeria.
Be’, l’ho letto, tutto, e le pagine erano settecentottantatre, ed erano settecentottantatre pagine inutili, un brutto buco in una qualche foresta del cazzo (che poi a me, appunto, delle foreste non me ne frega neanche niente, è solo per dire quello che dicono tutti i miei colleghi editor ecologisti pacifisti bla bla bla).
E questa sera si deve appunto decidere se pubblicare o meno il buco nella foresta, e dato che le decisioni le prendiamo a maggioranza, e agli altri quattro il libro è piaciuto, io alla riunione non ci vado: che ci vado a fare. E poi l’autore è amico o amico di un amico di Giorgio, uno degli editor, uno di quelli che può cambiare il destino di un altro scrittore italiano, trasformando un qualche giudice-impiegato-benzinaio-panettiere-commercialista-chirurgo-architetto-idraulico in scrittore.
Cammino sempre più spedito toc toc toc sbuffando fumo dal naso come un’antica locomotiva.
Gli altri quattro editor sono tutti scrittori (editi, chi più chi meno), io no, gli editor non dovrebbero essere scrittori, è come se i preti fossero anche peccatori (lo so, ci sono, ma non dovrebbero esserci, punto), ognuno dovrebbe avere il suo ruolo, o fai una cosa o ne fai un’altra, è un po’ come per i critici letterari: i critici letterari non dovrebbero essere anche scrittori, dovrebbe essere vietato fare il critico allo scrittore, dovrebbe essere tipo scegli, o di qua o di là, non il piede in due scarpe, dovrebbero esserci delle leggi, ma delle leggi applicate veramente, con severe sanzioni, punizioni corporali, lavori forzati. Ecco, è così che dovrebbe essere.
Cammino sempre più spedito toc toc toc, sfilo davanti al palazzo dove ha sede la casa editrice che mi da da mangiare. Non mi fermo e toc toc toc mi allontano camminando come se avessi davvero una meta precisa, come se dovessi davvero arrivare da qualche parte, come se davvero ci fosse qualcuno che non vede l’ora di vedermi. Ma io non voglio vedere più nessuno nessuno nessuno, senza distinguo.
Toc toc toc.
***
*L’autore:
*Roberto Saporito è nato ad Alba (CN) il 13 luglio 1962. Ha studiato giornalismo.
Nel 1996 ha pubblicato il libro “HARLEY-DAVIDSON RACCONTI” (STAMPA ALTERNATIVA EDITORE, ROMA), 20.000 copie vendute, piccolo libro di “culto”.
Nel 1998 ha pubblicato il libro di racconti “H-D/HARLEY-DAVIDSON” (STAMPA ALTERNATIVA EDITORE, ROMA).
Ha pubblicato racconti su innumerevoli Riviste Letterarie, tra le quali: “FERNANDEL”, “KULT”, “ADDICTIONS, “ELLIN SELAE”, “FREEWAY, “IL FOGLIO LETTERARIO”, “IL SEGNALIBRO”, “M – RIVISTA DEL MISTERO”, “DALEGGERE”, “CIMINIERA”, “PROGETTO BABELE”, etc.
Un suo racconto è stato inserito nell’Antologia “ULTIMI MORSI” curata da Ettore Maggi (redattore di M – Rivista del Mistero), pubblicata a febbraio 2002 (tra gli scrittori invitati Claudia Salvatori – Premio Scerbanenco 2001 al Noir in Festival -, Andrea Carlo Cappi, Ivo Scanner, Marco Sommariva…)
A febbraio 2002 ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “ANCHE I LUPI MANNARI FANNO SURF” presso la Robin Edizioni di Roma (gruppo editoriale Voland / Biblioteca del Vascello / Robin – www.robinedizioni.it -), nella collana “I Libri Neri: bibliofollia” (distribuzione in libreria “Messaggerie Libri”), esaurita la prima edizione ad aprile, è stato ristampato in occasione della FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO di TORINO a maggio 2002.
Un suo racconto (vincitore del Premio Letterario “TWIN TOWERS”) è stato pubblicato sull’Antologia “OLTRE IL REALE” (Edizioni MALATEMPORA, Roma, distribuzione nazionale in libreria PDE) a luglio 2002.
Un suo racconto fa parte dell’Antologia “BRIVIDI NERI” (Edizioni TERZO MILLENNIO, Caltanissetta), pubblicata a gennaio 2003.
A novembre 2003 ha pubblicato il suo secondo romanzo dal titolo “ECCESSI DI REALTA’ / Sushi Bar” (con una postfazione dello scrittore e critico letterario della Rivista di Milano ADDICTIONS Andrea Rossetti) nella collana editoriale (diretta da Giovanni Cara che insegna lingua e letteratura spagnola all’ Università), BIBLIOTECA DI CIMINIERA (Gruppo Editoriale Marche, Civitanova Marche MC).
A ottobre 2004 è stato invitato al Festival Letterario “Letteraria”( http://www.comune.pistoia.it/letteraria ) a Pistoia: tra gli scrittori invitati: Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli, Massimo Carlotto, Luca Crovi, in pratica il “meglio” della letteratura “gialla” e “noir” italiana.
A dicembre 2006 ha pubblicato il suo terzo romanzo dal titolo “Millenovecentosettantasette / Fantasmi armati” (Besa Editrice, www.besaeditrice.it , distribuzione nazionale PDE).
A giugno 2007 è stato invitato al Festival Letterario Lib[e]ri 2007 di Teramo (tra gli scrittori invitati: Marco Lodoli, Erri De Luca, Walter Siti, Giovanni D’Alessandro, Giovanni Di Iacovo, Paolo Grugni, eccetera – http://www.liberifestival.it/ ).
E’ membro del comitato scientifico del Festival Letterario “Letture Corsare” (http://www.letturecorsare.it ) che si tiene ad Alba (CN) nel mese di giugno.
A giugno 2008 un “corto” realizzato (in collaborazione col regista Nick Tambone) sulla base di un suo racconto dal titolo “NATURA QUASI MORTA” ha partecipato al Concorso CORTO-CORTISSIMO e-GIALLO “XXXIV Gran Giallo Città di Cattolica” nell’ambito del Mystfest di Cattolica ( http://www.mystfest.com ).
Contact:
E-mail: [email protected]
Sito internet: http://romanzo.blog.tiscali.it

“E’ anche possibile che io sia diventato sociopatico, oppure no, non sono io che sono diventato sociopatico ma loro, la gente, tutti quanti loro sono diventati sociopatici nei mie confronti, è possibile no!”
Carina!
Bianca Stefania
)*
Beh, Moravia rivendicava il diritto alla contraddizione. E che è la sfilza di benemerenze creativo-letterarien in chiusa se non contraddizione con quanto si afferma nel testo (“Gli altri quattro editor sono tutti scrittori (editi, chi più chi meno), io no, gli editor non dovrebbero essere scrittori, è come se i preti fossero anche peccatori (lo so, ci sono, ma non dovrebbero esserci, punto), ognuno dovrebbe avere il suo ruolo, o fai una cosa o ne fai un’altra”)?
Cmq, anch’io camminando per strada assumo un passo sempre più spedito e nervoso (con scarpe scamosciate anziché in pelle di serpente). Che sia diventato sociopatico?
E con le stesse scarpe camminare per diverse strade
O con diverse scarpe su una strada sola
[ De Gregori ]
… è nel suono dei passi [ avanti/contro/lontano ] l’unica simpatia possibile.