Un’ossatura per il volo, di Raffaela Fazio

Raffaela Fazio. Un’ossatura per il volo (Raffaelli Editore, 2021)

Dalla Prefazione di Giovanna Rosadini

La grammatica dei sentimenti si struttura a partire dalla relazione primaria madre-figlio, il più antico e fondante dei legami umani. […] Ecco allora che Raffaela Fazio, due volte madre e arrivata alla soglia dei cinquant’anni, ha deciso di raccogliere le poesie scritte per i figli in una silloge a memento della stagione dell’infanzia, prima che sfugga […]. 

E se molto bene è descritto, nei versi per Juliette, il “corpo a corpo che caratterizza il rapporto madre-figlia nella sua originaria indifferenziazione” (Recalcati), ad esempio in Come te o in una memorabile poesia che restituisce tutto l’incanto di una totale devozione reciproca: “Nel buio vicina /come in una stiva /ti scopro sveglia / mia clandestina. / Non m’interpelli /solo parlotti piano / mentre mi tocchi /naso guance capelli / quasi impastassi in sordina / un drago di farina” (dove il drago, incarnazione della potenza materna, è una figura friabile plasmata da mani infantili), nelle poesie per David sono presenti icone (“piccolo forziere incustodito”, “ponte levatoio”) a riprova della consapevolezza che “nel legame madre-figlio l’eredità avviene sempre sullo sfondo di un’assenza,  di una discontinuità, di una differenza già costituita” (sempre Recalcati, che in Le mani della madre ha analizzato e raccontato la maternità nell’epoca contemporanea). 

Poesie improntate a una grande consapevolezza, dunque, nel loro indagare la maternità come punto fermo della vita, esperienza cardine che, se da un lato consegna inevitabilmente ad un sentimento di insufficienza, dall’altro è fonte di saldezza e coraggio. Anche quando si rivolgono a entrambi i figli, nel sentimento di un medicamentoso compimento esistenziale (“Questa notte /allineata al mio destino /in mezzo a voi ho dormito. /Non ho sentito il mio fiato / ma un’alta marea ha rapito /il dolere del fare / la paura di un buio non mio. /In più lenta rotazione /mi ha visitata chiara la Fortuna / là dentro il vostro odore, / Sole e Luna”) e nella serena premonizione di un inevitabile distacco. […] 

Nota

Il libro si suddivide in 5 sezioni: 1) Non tutto l’amore si insegna; 2) La presa del reale; 3) Il buio dentro al colletto; 4) Tutto è nuovo; 5) Birdwatching. Le poesie delle prime quattro sezioni provengono dalle seguenti raccolte: “L’arte di cadere” (Biblioteca dei Leoni, 2015), “L’ultimo quarto del giorno” (La Vita Felice, 2018), “Tropaion” (puntoacapo Editrice, 2020), “A grandezza naturale. 2008-2018” (Arcipelago Itaca, 2020). Le poesie dell’ultima sezione sono pubblicate per la prima volta.

Di voi, di me

Forse un giorno scoprirete, miei bambini

che non mi conoscete

come si sa la storia di un paese

i fiumi, la bandiera o i suoi confini.

E infatti di me esiste

ciò che cambia 

davanti al vostro passo forestiero.

Non posso che esser questo

per intero:

tunnel di vento

scavato e riscavato nel presente

franoso e puntellato, opera d’arte.

Ma spero scoprirete, miei bambini

la luce che ci unisce

e senza forma

dà forma

a ogni stormire di stagione:

non c’è altra conoscenza

che l’amore.

(2011)

*

I disegni dei bambini

Si vede dalla loro grazia. 

Non è semplice assenza di perizia

ma gaia reticenza. 

È il senso naturale di giustizia 

nel fare il mondo come lui vorrebbe

perché di nuovo viva

pieno di sbagli e vero

slegato dalle abili finzioni 

di una prospettiva 

che in quanto tale

si dice tesa all’infinito

ma resta poi solo parziale.

(2012)

*

Sei assorta 

a disegnare

con mano lenta poi svelta.

Sei sola.

Creare

non è libertà

ma scuola

di scelta.

(per Juliette, 2014)

*

Eppure

Quante volte

portate l’acqua dal mare

a quest’ombra 

in affitto

e il vostro viaggio non pesa.

È inverso il mio tragitto

ma altrettanto

leggero

quando dentro al mistero 

trasporto

il pianto che mi spetta.

Eppure è lieve soltanto

se il fondo

non ha fori

se niente si perde

sulla sabbia che scotta

se tutto quanto

arriva a compimento 

il dolore.

(2014)

*

Punteggiatura

Staccatevi un poco 
perché vi metta a fuoco 
perché vi legga col giusto respiro. 

Al fiato insegnate il riposo 
siatene il tempo sospeso 
che rende 
meno labile il senso 
e il buio 
più orecchiabile nota di fondo. 

(2016)

*

Come i bambini sanno
(ignari della noia

maestri d’espedienti)

basta chiudere gli occhi
contare fino a dieci
               riaprirli 
per vedere
che è nuova quella fiamma
nuovo il viso degli amici
rischiarato
                tutto è nuovo
reso nuovo esattamente

dall’esile porzione

di bagliore

che ha acconsentito

per poco a farsi buio 

a immergersi nel Niente.

(2017)

*

Lontano

Si vede ? già avvenuto ?

il mutamento:

non l’attimo in cui accade.

A lungo sono stata

io il recinto 

e il verde che vi offrivo.

Vi sento

vi sentivo 

nel crescere del tempo.

Ma dove, quando il salto?

Il vostro corpo pare

venire da lontano.

Ignoro

così tanto delle strade

che vi portate dentro.

Mi scopro 

ormai piccola misura.

E questo mi consola

perché posso fermarmi

finalmente

felice che la sosta

sia anticipo del Giorno

e non arresti

davanti a voi lo spazio

il passo che vi apre

a nuovi avvistamenti.

(2021)

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