3 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 39”

  1. Luigi Maria Corsanico

    Fernando Pessoa – Monologo nella Notte
    (Monólogo na Noite)
    FERNANDO PESSOA
    FAUST
    Edizione italiana con testo a fronte
    a cura di MariaJosé de Lancastre
    Trascrizione del manoscritto originale
    di Teresa Sobral Cunha
    GIULIO EINAUDI EDITORE

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    György Ligeti
    Lux Aeterna (1966)
    arranged by Shea Lolin

    ~~~~~

    FAUST
    ATTO TERZO
    *
    Monologo nella Notte

    Sono la Coscienza in odio all’incosciente.
    Sono un simbolo incarnato in dolore e in odio,
    brandello d’anima di ipotetico Dio
    scaraventato nel mondo
    con la nostalgia pavida della patria
    al cui orrore tremo se penso di tornare
    ma senza nulla ( … ) dell’illusione
    per vivere in questo esilio. Amore,
    pace, amicizia, tutto quanto aiuta
    a vivere la menzogna dell’universo
    mi viene meno e io ( … )
    Oh sistema simulato dell’universo
    stelle-nienti, soli irreali
    oh, con quale odio carnale e frastornante
    il mio essere di esiliato vi odia.
    Io sono l’inferno. Sono il Cristo negro
    inchiodato sulla croce ignea di me stesso.
    Sono la scienza che ignora;
    sono l’insania del dolore e del pensare
    sopra il libro dell’orrore del mondo.
    Poiché sono stato io, maledetto orrore
    che mi hai fatto essere e al quale non posso
    pensare per maledirti, o per credere
    in te; cosi pieno di coscienza e di misura
    da non essere accecato dall’odio, da capire
    che non so chi sei, da sapere
    se almeno potrò pensare di odiarti.

    Monólogo na Noite

    Sou a Consciência em Ódio ao inconsciente.
    Sou um símbolo encarnado em dor e ódio
    Pedaço d’alma de possível Deus
    Arremessado para o mundo
    Com a saudade pávida da pátria
    A cujo horror tremo ao pensar voltar
    Mas sem nada (…) da ilusão
    Para viver neste desterro. Amor,
    Paz, amizade, tudo quanto ajuda
    A viver a mentira do universo
    Falha-me e eu (…)

    Ó sistema mentido do universo
    Estrelas-nadas, sóis irreais
    Oh com que ódio carnal e estonteante
    Meu ser de desterrado vos odeia.
    Eu sou o inferno. Sou o Cristo negro
    Pregado na cruz ígnea de mim mesmo
    Sou o saber que ignora;

    Sou a insânia da dor e do pensar
    Sobre o livro de horror do mundo.

    Por que fui eu, amaldiçoado horror
    Que me fizeste ser e que eu nem posso
    Pensar para te amaldiçoar, ou crer
    Em ti, tão cheio do consciente e mensurante
    Que o ódio me não cegue para ver
    Que não sei que tu és para saber
    Se sequer poderei pensar odiar-te.

    Fausto – Tragédia Subjectiva. Fernando Pessoa. (Texto estabelecido por Teresa Sobral Cunha. Prefácio de Eduardo Lourenço.) Lisboa: Presença, 1988. – 112.

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  2. S&R

    Questi versi vibrano di intenso dolore appena celato sotto il velo dell’odio, sono mano tesa che cerca risposte dietro la maschera di un disincantato nichilismo.
    Perfetta la lettura!

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  3. Ema

    Anima combattuta, tormentata e come tale esiliata e nella notte.
    Forse la felicità non sempre coincide con l’essere “pieni di coscienza”.

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