Lirico terapia. Franco Fortini


 


L’animale

Stanotte un qualche animale

ha ucciso una bestiola sottocasa. Sulle piastrelle

che illumina un bel sole

ha lasciato uno sgorbio sanguinoso

un mucchietto di visceri viola

e del fiele la vescica tutta d’oro.

Chissà dove ora si gode, dove dorme, dove sogna

di mordere e fulmineo eliminare

dal ventre della vittima le parti

fetide, amare.

Vedo il mare, è celeste, lietissime le vele.

E non è vero.

Il piccolo animale sanguinario

ha morso nel veleno

e ora cieco di luce

stride e combatte e implora dagli spini pietà.

La morale è chiara, ma la poesia dice di più. Siamo lì, anche noi alle prese col dolore e la violenza, con gli opposti di una vita che ci provoca a ogni istante.

3 pensieri su “Lirico terapia. Franco Fortini

  1. Marcello Comitini

    Fortini pensa alla bestia che ha ucciso e che adesso si gode il frutto del delitto. Ma il mare che vede continua ad essere celeste e le vele lietissime. Il male dunque non ha alterato la verità della natura (e dell’uomo) e la bestia che ha ucciso non può che scontare le conseguenze amare del suo delitto. Ilmale non può vincere sul bene.

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  2. S&R

    La natura è governata da una legge tanto perfetta quanto spietata, inutile negare che questo fa uno strano contrasto con il suo Creatore, il Dio-Amore.
    La fiducia che tutto abbia un senso, che il male, la morte, la sofferenza siano destinati a scomparire, è la grande virtù della Speranza che porta a fissare lo sguardo sul bene, nella certezza che è ciò che rimarrà.

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