
A volte capita di vedere le cose come da un aereo che plana: non dalla quota degli aerei di linea – dai cui oblò si distinguono soltanto vaghe forme – ma da una prospettiva sufficientemente diversa da quella abituale. Le sensazioni sono quelle di una leggerezza, un’ebbrezza del tutto sconosciuta a un quotidiano che quasi si trascina, più per istinto di sopravvivenza che per gioiosa adesione. E’ come cogliere il filo che attraversa la trama della vita e intesse il dolore più assurdo e l’attimo all’apparenza più banale, l’esperienza di serenità e l’evento denso di significato. Un senso che corre verso una bellezza in cui il terribile e il sublime si fondono come in un’opera d’arte il cui incanto rimane inalterato. È questo l’effetto della mutata prospettiva che riproduce lo stato d’animo provato quando si ammira un quadro, l’emozione sprigionata dall’ascolto di una poesia o di un brano musicale, l’accorgersi che quanto sembrava un groviglio inestricabile di momenti difficili era invece un capolavoro di inestimabile valore. Perfino l’ombra scura che si profila all’orizzonte, il rumore delle armi, l’angoscia della violenza più cieca può acquistare un senso misterioso, senza nulla togliere alla sua tragicità: finisce col rivelare il volto dell’eterna lotta tra il male – che cerca di trovare spazio – e il bene – che mobilita i personaggi più santi per avvertirci del pericolo incombente, per fornirci le armi più adatte a questo tipo di conflitto. Le apparizioni mariane, copiose nel secolo trascorso e in quello presente, hanno proprio questo scopo. È l’aèrea prospettiva da cui contemplare, la chiave per interpretare la concatenazione degli eventi sul pentagramma della storia. A cominciare da quella personale, che nel suo rovescio rivela il lavorìo di dita operose, impegnate a tessere il disegno di un amore più forte della morte, un potere che attraversa il confine fra la terra e il cielo, pur di trarre dalle sabbie mobili tutto ciò che, mancando il bersaglio, si rivela come male.

Il tutto, si commenta da se, non ha bisogno, a mio parere, di altri commenti. Sottolineo solamente alcune parole dense di profondo significato.
A volte capita di vedere le cose come da un aereo che plana … E’ come cogliere il filo che attraversa la trama della vita e intesse il dolore più assurdo e l’attimo all’apparenza più banale, l’esperienza di serenità e l’evento denso di significato.
Volare alto, sempre, per non restare incagliati nei labirinti della vita.