Uscito da pochi giorni in libreria, Magellano e il tesoro delle Molucche (Rizzoli editore) è il nuovo romanzo dello scrittore cinquantenne reggiano (ma senese d’adozione), che per la prima volta si confronta con la cosiddetta narrativa per ragazzi, riscrivendo la vicenda da lui già svolta nel romanzo per adulti Magellano (2018) con le motivazioni da egli stesso proposte in quest’intervista esclusiva.
– Fra i tanti romanzi che hai scritto perché hai scelto quello su Magellano per farne una versione per ragazzi?
Ci sono storie, personaggi che attendono solo di essere raccontati. Magellano è uno di questi. La sua storia è come l’Odissea, narrata oralmente in molte forme e varianti, e poi cristallizzata da Pigafetta, ma non solo. Io mi sono rifatto al mito, mettendoci molto di mio, come avrebbe fatto un antico aedo. Questa è una storia che non finisce mai di dirci quello che ha da dire.
– Si tratta davvero di riduzione, modifica, riscrittura o altro ancora?
È un’altra storia, per un nuovo pubblico. Magellano e il tesoro delle Molucche è il racconto di un viaggio sognato, vagheggiato; ispirato non solo alla vicenda di Magellano ma a modelli eterni come L’isola del tesoro di Stevenson, Le avventure di Gordon Pym di Poe, Il richiamo della foresta di London, Il corsaro nero di Salgari, Robinson Crusoe di Defoe, Moby Dick di Melville, I tre moschettieri di Dumas e perfino a Harry Potter della Rowling, per venire ai giorni nostri. Più un sequel della storia di Magellano, o un viaggio alternativo, in una dimensione parallela. O una seconda stagione, se fosse una serie Tv.
– Nello scrivere per la prima volta per i ragazzi, quali problemi di prosa o di forma ti sei posto?
Nessuno. Basta essere più sinceri, meno accorti, più liberi di abbassare la guardia, più liberi in generale.
– In altre parole cosa cambia per te scrivere per adulti e scrivere per ragazzi?
Cambia che puoi raccontare le cose con una libertà che mai ti concederesti scrivendo un libro per adulti. E comunque Magellano e il tesoro delle Molucche è un romanzo per ragazzi alla maniera in cui lo sono L’isola del tesoro o I tre moschettieri o Ventimila leghe sotto i mari. Lo sono veramente? Non credo che Stevenson fosse convinto di scrivere un romanzo per ragazzi.
– Tu ami molto la letteratura di Salgari, tant’è che con questo romanzo hai pure vinto un premio a lui dedicato, Ma cosa ti attrae di questo romanziere per molti critici oggi del tutto ‘fuori moda’?
Nelle Università, gli studi salgariani fioriscono. Salgari è famosissimo in tutto il mondo, un autore veramente universale, uno dei pochi. Senza contare tutti i film che ha ispirato. La serie di Sandokan rappresenta ancora quanto di meglio la Rai abbia saputo produrre, tanto è vero che è stata vista in tutto il mondo una generazione dopo l’altra. Basta pronunciare il nome di Salgari nel mondo e tutti sanno di cosa si parla. Di avventura, sentimenti puliti, spirito libero, bellezza. Il fatto di avere vinto quest’anno il Premio Salgari è per me il coronamento della mia attività di scrittore. Nessun altro premio mi avrebbe reso altrettanto felice.
– I libri per bambini e per ragazzi hanno quasi sempre un insegnamento morale: qui c’è un messaggio o un percorso etico da seguire?
Se mi chiedi se nel romanzo mi occupo dei soliti temi oggi di moda, ti rispondo di no. Io scrivo per restare, non per sfiorire. Chiunque scriva totalmente calato nel suo tempo, occupandosi di temi di moda, e dunque passeggeri, è destinato a invecchiare presto e male. Io mi occupo dei temi eterni: amicizia, amore, lealtà, tradimento, odio, ambizione, sconfitta, spirito di avventura, desiderio di libertà, di conoscenza, paura del diverso, timore di morire, ricerca della verità, declinati in tutti i modi possibili. Ti sembra poco?
– Scriverai ancora per i ragazzi? Se sì, ci sono temi d’attualità che si prestano?
Certo, sto scrivendo un nuovo romanzo per ragazzi, e credo sia la mia cosa migliore, ma non posso dirti di che si tratta. Lo scoprirai presto. Ti dico solo che si occupa, tra le altre cose, del pericolo atomico, oltre che della possibilità di cambiare la propria vita modificando il proprio passato.

